COLLE S. GERLANDO/CATTEDRALE: Dopo le lettere e i rimpalli il silenzio? DOMANDE APERTE

 

Il 15 novembre 2017 non è passata inosservata la presenza delle auto della Protezione civile regionale e provinciale in centro storico e soprattutto,  la presenza, per un sopralluogo tecnico al Colle, alla Cattedrale e all’ipogeo Ismani (vedi foto in basso),  dei suoi vertici.

cat2Presente anche l’ing. Calogero Foti (vedi foto accanto). Lo stesso che, come abbiamo avuto modo di scrivere (cfr Amico n.35/2017),   dopo un vivace “chiarimento interno” alla macchina amministrativa regionale a suon di note protocollate - aveva rimesso il mandato di provvedere al dissesto idrogeologico del Colle nelle mani ARTA (Assessorato Territorio e Ambiente), che avrebbe dovuto liberare le risorse alla Protezione Civile  per indire il bando di idee per la messa in sicurezza del Colle San Gerlando ma non l'ha fatto (o non l'ha potuto fare?) rallentando l'iter di messa in sicurezza del Colle, che in questi anni,  ai diversi tavoli tecnici palermitani e romani, era stato individuato.    

In molti,  al vedere i vertici della Protezione Civile Regionale  ci siamo interrogati circa le ragioni di quel sopralluogo anche perché l’ing. Foti era accompagnato da altre persone che con lui hanno visto e messo le mani nelle fenditure che sfregiano il Colle e la Cattedrale.

Ho chiesto allo stesso Ing. Foti, e agli altri che lo hanno accompagnato nel sopralluogo, le ragioni di quella presenza, registrando,  purtroppo, un garbato e deciso “no comment”. 

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Il giorno successivo (16 novembre), sulle pagine provinciali del quotidiano "La Sicilia" in un articolo di Gioacchino Schicchi, è stato ipotizzato che (cito): “ La Protezione civile regionale e provinciale, insieme a diverse università, sta lavorando alla realizzazione di un progetto di consolidamento della Cattedrale e, probabilmente, anche del costone sul quale l’edificio di culto poggia. Una vicenda che coinvolge enti pubblici ma che è oggi totalmente riservata, nel timore – nemmeno tanto celato – che ci sia chi possa interrompere il percorso avviato e far saltare equilibri delicatissimi. Per questo – continua Schicchi - , il dirigente generale della Protezione civile regionale, Calogero Foti, accompagnato da docenti delle  università di Palermo, Salerno e Napoli sono stati ad Agrigento per un sopralluogo… conclusosi con l’impegno di ritornare al più presto con una bozza di convenzione … A sostenere economicamente – continua Schicchi -  la fase di studio e la successiva realizzazione del progetto (che secondo alcuni è praticamente già pronto, mentre per altri è ancora in fase embrionale) sarebbe una linea di finanziamento Europea .

Così, mentre l’Arta attende e l’Arcidiocesi e il Comune sono in attesa che l’Urega appalti i lavori – provvisionali – di rafforzamento della fabbrica della Cattedrale  si starebbe lavorando ad una terza via”. (fine citazione)  

Che dire?  Chiediamo a tutti gli attori in campo soprattutto a chi nella vicenda ha compiti e responsabilità istituzionali – ed in questo pensiamo di interpretare i sentimenti dell’opinione pubblica e  degli agrigentini che in tremila hanno marciato per la Cattedrale e il suo Colle, nonché dei cittadini che abitano a valle dello stesso - maggiore trasparenza.

I cittadini e le cittadine hanno il diritto di sapere e conoscere se, come e chi, sta provvedendo alla messa in sicurezza del Colle. Dopo il periodo dei rimpalli di responsabilità e delle promesse tradite non è ammissibile il silenzio delle Istituzioni pubbliche in merito alla vicenda. 

Si potrebbe iniziare - e il nostro settimanale  è  pronto ad accogliere i contributi di chiarezza -  rispondendo a delle semplici domande: che cosa si muove in merito alla messa in sicurezza del Colle? Qual è  iter individuato? Chi deve provvedere?

Dopo il "chiarimento interno" alla macchina amministrativa regionle che sembra rimettere in discussione (chi fa cosa e con quali risorse) l'iter che in questi anni si era individuato ai vari tavoli tecnici che si sono susseguiti, a chi spetta la messa in sicurezza del Colle? 

Il governo guidato da Nello Musomeci, quali provvedimenti intende adottare? Il tema è nell'agenda politica del Governo? (Vedi Lettera Aperta al presidente Nello Musomeci e all'on.le Gaetano Armao)

O semplicemente   si potrebbe iniziare con il rendere pubblici i dati degli ultimi rilevamenti fatti. In tal proposito, in che condizioni è il pendio? E, in attesa che venga chiarito chi fa cosa e con quali risorse,  l’altra domande che attende risposta è: il monitoraggio del Colle, ma soprattutto la lettura del monitoraggio, continua o è tutto “congelato” in attesa di una regia e di fondi?

Se c’è una cosa che in tutti questi anni in questa tortuosa vicenda ho potuto constatare è che alla fine, urla solo il silenzio di chi lascia un vuoto.

Carmelo Petrone

 

 

 Cattedrale Prote

 

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