Bello il matrimonio ‘reale’, ma realmente memorabile anche il sermone del Rev. Michael Curry

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Caro diario,
sull’ormai arcinoto “royal wedding” fra Harry e Meghan i media ci hanno raccontato pressocché ogni dettaglio, anche la misura delle scarpe della sposa e il rasoio con cui lui s’è aggiustato la barba; e tutti hanno concordato sull’irritualità extra-protocollare, ad omaggiare la famiglia di lei, d’una cerimonia tanto sontuosa quanto multietnica, con tanto di coro “gospel” (fantastico) e di sermone pronunciato, in un costante agitarsi e trascinare tutt’altro che “british” (ma che ha coinvolto veramente tutti) da Michael Curry, Vescovo episcopale (a farla breve, la versione “oltreoceano” della Chiesa Anglicana) di Chicago. Un sermone citato, però, solo a frammenti dallo “tsunami” mediatico, pur in un gradimento unanime anch’esso; e quindi ho provveduto anch’io a cercarne il testo integrale, sicuro di reperire qualcosa di straordinario, e la mia non poca fatica è stata premiata. Eccolo, appena riassunto solo per motivi di spazio. “Dal canto di Salomone nella Bibbia: ‘Mettimi come sigillo sul tuo cuore, sigillo sul tuo braccio, perché l’amore è forte come la morte, la passione feroce come la tomba, i suoi bagliori sono lampi di fuoco, una fiamma infuria. Molte acque non possono spegnere l’amore, né le inondazioni possono affogarlo’. Il defunto dottor Martin Luther King disse: ‘Dobbiamo scoprire il potere redentore dell’amore e, quando ci riusciremo, faremo di questo mondo un mondo nuovo. L’amore è l’unica via’. C’è potere nell’amore. Se non mi credi, pensa a quando ti sei innamorato. Il mondo intero sembrava centrato intorno a te ed ai tuoi cari. C’è il potere innamorato. Non solo nei suoi aspetti romantici, ma in ogni forma di amore. La ragione ha a che fare con la fonte. Siamo stati creati da un potere d’amore. E le nostre vite sono destinate ad essere vissute in quell’amore. Ecco perché siamo qui. In definitiva, la fonte dell’amore è Dio stesso. La fonte di tutte le nostre vite. C’è un vecchio poema medievale che dice: ‘dove si trova il vero amore, Dio stesso è lì’. Il Nuovo Testamento dice: ‘Amati, amiamoci l’un l’altro’. Perché l’amore è di Dio e coloro che amano sono nati da Dio e conoscono Dio. Coloro che non amano non conoscono Dio. Perché Dio è amore. Qualcuno una volta ha detto che Gesù ha iniziato il movimento più rivoluzionario nella storia umana, quello fondato sull’amore incondizionato di Dio per il mondo. Gesù è morto per salvarci tutti. Gesù non ha ottenuto un dottorato onorario per la sua morte. Ha rinunciato alla sua vita, ha sacrificato la sua vita per gli altri, per il bene dell’altro, per il benessere del mondo. Per noi. Ecco, allora, cos’è l’amore. L’amore è disinteressato, non è egoistico e egocentrico. Può essere sacrificale e, in tal modo, diventa redentore, cambia le vite, e può cambiare questo mondo. Pensa e immagina un mondo, le nostre case e famiglie, i quartieri, le comunità in cui è l’amore la via, i governi, le Nazioni, gli affari e il commercio, questo mondo vecchio e stanco quando è l’amore la via, unica, altruista, sacrificale, redentrice: la Terra diventerebbe un santuario e noi una famiglia. Perché noi siamo fratelli e sorelle, figli di Dio. Il gesuita francese Teilhard de Chardin, prete cattolico gesuita, fu una delle grandi menti e dei grandi spiriti del XX secolo. Uno scienziato, uno studioso, un mistico. In alcuni dei suoi scritti sostenne che la scoperta o l’invenzione o l’imbrigliatura del fuoco fu una delle più grandi scoperte di tutta la Storia. Ebbene, sostiene lo studioso, il progresso della scienza e della tecnologia dipende in larga misura da questa capacità di riscoprire il fuoco, di prendere fuoco e di usarlo solo per il bene umano. Dobbiamo pertanto riscoprire l’amore, il potere redentore dell’amore. E, quando ci riusciremo, faremo di questo vecchio mondo un nuovo mondo. Fratello mio, sorella mia, Dio vi ama. Dio vi benedica. E possa Dio tenerci tutti nelle mani onnipotenti dell’amore”. Che Fede genuina e grande, che Uomo di Dio esemplare, che sermone semplice ma profondo, illuminante,“ustionante”, caro diario.

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