Cattolica Eraclea, Pirandello in cortile: i ministrati portano in scena “La Giara”

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Una serata all’insegna della cultura, della fraternità e della tradizione ha visto protagonisti i ministranti dell’Unità Pastorale “Spirito Santo”di Cattolica Eraclea. Nella suggestiva cornice di Cortile Collicorti, i giovanissimi interpreti hanno portato in scena “La Giara”, celebre commedia scritta da Luigi Pirandello nel 1916.
L’iniziativa, ideata e curata con dedizione dalle responsabili Giusy Ferraro e Rosetta Abisso, è stata sostenuta fin da subito con entusiasmo dal parroco don Pippo Licata. L’intero cast ha saputo regalare agli spettatori momenti di autentica emozione. Attraverso il percorso di preparazione e le prove, gli attori non solo hanno esplorato il linguaggio teatrale e il patrimonio letterario della nostra terra, ma hanno anche scoperto il valore di mettersi in gioco, vincere le proprie timidezze e superare se stessi con coraggio.
Un plauso speciale va all’interpretazione magistrale dei due protagonisti, capaci di sostenere un ritmo scenico incalzante e coinvolgente. Mauro Asaro ha dato vita a un Don Lolò Zirafa superbo e arrogante, tratteggiandone con spessore e maestria il carattere nervoso, burbero e collerico. Accanto a lui Giuseppe Elia Oliveri, che ha vestito i panni di uno Zi’ Dima Licasi pacato e riflessivo, capace di disarmare l’impeto del padrone con sottile ironia e furbizia.
Accanto a loro, il resto della compagnia ha mostrato grande affiatamento sul palco: Claudio Nicosia nei panni dell’avvocato Scimè, Antonino Miceli (‘Mpari Pè), Davide Iacono (Tararà), Ivan Asaro (Fillicò), Maria Giovanna Oliveri (La ‘gnà Tana) e Giusi Linda Gentile (Trisuzza). Un contributo prezioso è stato offerto anche dai più piccoli (Antonino Amato, Clelia Guadagnano, Vera Miceli, Aurora Presti e Adele Sicurella), che hanno animato la scena con grande spontaneità. La rappresentazione ha riscosso un grande entusiasmo tra i cittadini, che hanno partecipato con calore e affetto. L’auspicio è che questa bella esperienza sia da stimolo per le realtà giovanili di tutta l’Arcidiocesi di Agrigento, confermando che il teatro non solo unisce sul palco, ma sa stringere l’intero popolo attorno alle sue nuove generazioni.