A Favara non solo pietre, ma storie vive: nasce il museo dello zolfo

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Museo dello zolfo favara
Foto: siciliatarget

Le voci dei “carusi”, i bambini delle miniere con la schiena spezzata dal peso del minerale e i diritti negati, tornano a farsi sentire nel cuore di Favara. Non è un ritorno doloroso, ma un potente esercizio di memoria reso possibile dalla tecnologia: il Castello Chiaramonte ha inaugurato il nuovo Museo Multimediale dello Zolfo, un ponte tecnologico tra la sofferenza dei minatori di un tempo e la consapevolezza delle nuove generazioni.

L’evento segna un traguardo storico per la città: grazie a questo progetto, finanziato dal GAL Sicilia, il Comune è riuscito a riaprire dopo oltre 13 anni il piano superiore del Castello, rimasto interdetto a lungo a causa della precarietà delle strutture esterne. Oggi il maniero si presenta “tirato a lucido”, pronto a diventare un polo d’attrazione per turisti e scolaresche.
All’inaugurazione hanno preso parte le massime autorità, tra cui il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il presidente del GAL Olindo Terrana e il Presidente del Circuito regionale dei Castelli, Mario Cicero.

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Il cuore dell’esposizione è la ricostruzione digitale curata dall’artista dell’immagine Calò Cassaro. Attraverso filmati e installazioni, il visitatore viene proiettato nella Favara del tempo delle miniere: da un lato la ricca borghesia dei palazzi nobiliari, dall’altro la vita durissima nelle viscere della terra. Il percorso documenta tutto: il trasporto dell’oro giallo verso il molo di Girgenti (l’odierna Porto Empedocle), gli scioperi, le tragiche morti sul lavoro e, infine, la crisi e l’abbandono dei siti.

«Questo è solo un primo passo», ha spiegato Giacomo Sorce, dirigente ai Beni Culturali e guida del gruppo progettuale. La strategia dell’amministrazione guidata dal sindaco Palumbo — che ha visto l’impegno costante degli assessori Antonio Liotta e Carmen Lo Presti — punta a un recupero integrale dell’archeologia mineraria. In cantiere ci sono già il recupero del Parco Minerario della Ciavolotta e la creazione del “Cammino dei carusi”, un itinerario trekking che ricalcherà la vecchia strada percorsa ogni mattina dai minatori.

La serata inaugurale è stata una vera celebrazione dell’identità locale, animata dalle musiche popolari di Peppe Calabrese e del gruppo The Angels. Particolarmente toccante è stata la performance teatrale itinerante diretta da Giusy Moscato, che ha ridato vita ai fantasmi della miniera tra le stanze del castello. A chiudere l’evento, una torta celebrativa dedicata alle “Vie dello Zolfo”, preparata dagli studenti dell’Istituto alberghiero “Ambrosini-King”.