Ho parlato a Gesù dei miei guai e Lui m’ha detto che i Suoi li ha passati anche per amor mio

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Caro diario,
quante volte ci sentiamo troppo soli ed abbandonati da tutti, e pure (ma sbagliando di grosso) perfino da Dio? Ecco, in proposito, una testimonianza che, almeno per quest’ultima lamentazione, ci farà vergognare di noi. È una donna, molto provata dall’esistenza, a narrarci le sue traversie e, soprattutto, il suo ravvedimento.
Sintesi di quanto da lei dichiarato, giorni fa, ad “Aleteia”. “Quando ho raccontato a Gesù i miei dolori, m’ha parlato dei Suoi Mi sentivo abbandonata, ma è venuto a consolarmi! L’errore più grande è pensare che Lui, l’unico in grado di capire, aiutare e soccorrere, sia incapace di guardare il nostro soffrire e considerarlo anche Suo! Mentre Gli dicevo che mi sentivo un’aliena arrivata sulla Terra per sbaglio, poiché mi vedevo troppo diversa dalle persone che mi circondavano, non m’attiravano le cose che interessavano gli altri e non riuscivo a condividere i motivi che li rendevano felici, Gesù m’ha illuminato rispondendomi che io sono una pellegrina in terra straniera proprio come Lui straniero lo fu qui, in questo mondo su cui discese al solo fine d’ immolarsi e redimerlo, per ben 33 anni. E allora Gli ho sorriso con le lacrime agli occhi rendendomi conto che almeno Lui mi comprendeva; e parlandoGli delle cose che mi facevano soffrire di più ho ricevuto da Lui solo risposte basate su ciò che visse su questa terra, per cui personalmente in grado di capire il mio dolore e quello d’ogni altra persona. Ho notato che, se varie volte mi sono sentita abbandonata dalla famiglia e dagli amici, era successo anche a Lui. “Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me” (Giov. 16, 32); e ho imparato, pertanto, con Gesù che la mia solitudine non è mai totale, benché io sia adusa a guardarmi intorno ma a non vedere nessuno, poiché Lui non mi lascia mai, e c’è sempre quando mi sento sola e subito vado a cercarLo. Gesù capisce tutto. Sa che, come esseri umani, veniamo costantemente bombardati dal nemico, cioè da persone, oggetti, luoghi e tanto, troppo altro … Pur avendo subìto ogni tipo di tentazione, Gesù non ha mai ceduto, non s’è arreso, non ha commesso neanche un peccato, lasciandoci un’eredità di santità e purezza, mostrando che è possibile dire di no e vincere con Lui la battaglia che esiste dentro di noi… Gesù comprende anche il dolore della perdita dei cari, sa cosa vuol dire piangere, conosce l’agonia di un’anima lapidata dalla tristezza o dalla depressione… Ha pianto in pubblico, ha implorato che i Suoi tormenti finissero, ha perfino sudato sangue per le Sue ed altrui sofferenze… Sapeva com’è ritrovarsi in mezzo a una tempesta, con la barca che minaccia di affondare… Pur essendo Dio, è venuto da noi con un corpo umano e, per questo, ha condiviso in pieno i nostri stessi sentimenti… Se, quindi, andate da Gesù come ho fatto io e Gli dite:’Signore, mi sento abbandonato, mi sono stancato, vorrei solo dichiararmi sconfitto e gettare all’aria tutto ciò che mi lega qui sulla Terra’, allora Lui vi dirà, guardandovi dritto negli occhi: ‘Ti ascolto e ti capisco poiché, oltre a conoscerti completamente e a sapere cosa c’è nel tuo cuore, ho già vissuto queste situazioni. Non sei una persona cattiva quando ti senti così, come non lo ero io… Puoi sentirti debole e aver voglia di piangere… Con me sei libero di sfogarti: e per questo ti chiedo di non desistere, d’andare avanti, poiché la sofferenza non è eterna se Mi rimani fedele. Persisti nel tuo cammino, rimani in Me. Poi capirai cosa sta accadendo e vedrai tutto in modo diverso… Non vivere più solo in te, ma lascia che sia Io a vivere in te. Consegnami ciò che non puoi fare, ma fa’ ciò che è tuo dovere con la forza, la capacità e il sostegno che ti darò. Non dimenticarti che Io sono qui al tuo fianco e non ti lascerò mai. Non sei solo. Io sono tuo amico, tuo sposo, tuo Dio, poiché ti amo così tanto che, sulla croce, sono morto d’amore per te’…”.
E non c’è proprio niente da aggiungere, caro diario.

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