Il mese di marzo 2026 si conferma un tempo di grazia per l’Arcidiocesi di Agrigento. Dopo i festeggiamenti per i novant’anni di vita e i sessantacinque di ministero di don Saverio Catanzaro a Menfi (qui), la comunità di Licata si è stretta attorno a padre Giuseppe Sciandrone per celebrare il suo novantesimo compleanno: un traguardo che è diventato l’occasione ideale per ripercorrere una vita interamente donata alla Chiesa e alla “Città del Faro”.

Nato a Ravanusa il 15 marzo 1936 (sebbene registrato all’anagrafe il 23), fu ordinato presbitero il 21 maggio 1961 da monsignor Giovanni Battista Peruzzo nella Cattedrale di Agrigento. Il suo cammino a Licata ebbe inizio nel 1964 quando, giunto da Ravanusa in obbedienza al vescovo Peruzzo — come ama ricordare lo stesso padre Sciandrone — e dopo un breve servizio come cappellano in Chiesa Madre, il 29 marzo dello stesso anno venne nominato parroco della comunità del Cotturo. In questa realtà rimase fino all’agosto del 1978: furono anni di semina profonda, rimasti impressi nella memoria collettiva anche per l’immagine del sacerdote che, in abito talare, giocava a calcio con i ragazzi, iniziando a tessere quella trama di relazioni umane e spirituali che lo avrebbero reso un punto di riferimento per l’intero territorio.
Dal primo settembre 1978, la vita di padre Sciandrone si lega indissolubilmente alla parrocchia di San Domenico. Per quasi quarant’anni, fino al 16 settembre 2016, egli ha guidato la comunità con dedizione instancabile, assumendo in seguito anche la responsabilità pastorale della parrocchia del Carmine, a seguito dell’istituzione dell’unità pastorale tra le due realtà attigue. Oggi, nonostante l’età veneranda, continua a servire con fervore come rettore della Chiesa del SS. Salvatore e assistente spirituale dell’omonima Confraternita, guidata da Vincenzo Graci, testimoniando una fedeltà al ministero che non conosce sosta.
L’opera di padre Sciandrone non è stata però soltanto ecclesiale, ma profondamente civile (ascolta qui). La sua presenza costante nelle dinamiche sociali, il sostegno agli ultimi e la ferma guida morale hanno spinto le istituzioni a un gesto di alto valore simbolico: il 18 settembre 2016 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria, segno di imperituro ringraziamento per l’opera pastorale e sociale svolta a favore della comunità licatese.
A suggellare questo momento di festa e memoria, il giornalista Franco Morello ha incontrato padre Sciandrone per il settimanale diocesano “L’Amico del Popolo”. In un’intensa videointervista, don Giuseppe si è raccontato a cuore aperto, ripercorrendo i decenni di sacerdozio e confermando quel legame viscerale con Licata che lo ha reso, a tutti gli effetti, un padre per l’intera città.
















