L’urna argentea di San Gerlando: inaugurata la mostra “Imago Sanctitatis”

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Cattedrale, l'Urna reliquiario nella Cappella San Gerlando

Il 20 febbraio, nella Basilica Cattedrale, è stata inaugurata la mostra fotografica “Imago Sanctitatis: vicende storiche dell’urna di San Gerlando”, evento inserito nel programma dei festeggiamenti per il Patrono dell’Arcidiocesi di Agrigento (qui il programma).

L’inaugurazione ricorre a un anno esatto dal 21 febbraio 2025, una data che dalle colonne del settimanale L’Amico del Popolo definimmo storica per la Chiesa e la città: il giorno in cui la monumentale arca argentea, restaurata dopo i gravi furti sacrileghi, è stata riconsegnata al culto e alla fruizione. Il prezioso manufatto custodisce le reliquie di colui che riorganizzò e rievangelizzò la diocesi dopo l’occupazione musulmana (829-1086). In soli sei anni, San Gerlando edificò l’episcopio e la Cattedrale, dedicandola alla Beata Maria Vergine Assunta, a San Giacomo Maggiore — in omaggio alla riconquista cristiana della città avvenuta proprio il 25 luglio 1086 — e a tutti i Santi Apostoli.

Cattedrale, Cappella San Gerlando (2026)

Oltre a preservare i resti mortali del Patrono, l’opera rappresenta un monumento della fede cristiana e un patrimonio artistico inestimabile. Essa testimonia non solo il profondo legame religioso della comunità agrigentina, ma anche l’esistenza di una committenza colta e illuminata, capace di rivolgersi a maestranze d’eccellenza. Il manufatto, che fonde le tipologie dell’arca reliquiaria e della macchina processionale, fu realizzato su disegno del celebre pittore monrealese Pietro Novelli. La struttura — una cassa lignea scolpita e rivestita in argento cesellato, sbalzato e inciso — fu commissionata dal Vescovo Francesco Traina nel 1635 e portata a compimento nel 1639 dall’argentiere Michele Ricca e dallo scultore Giancola Viviano.

ph.Carmelo Petrone

La storia del bene è stata tuttavia segnata da eventi dolorosi: nel 1972, mentre l’opera si trovava nella Chiesa di San Domenico a causa della chiusura della Cattedrale per la frana, furono trafugati dieci dei dodici puttini e la statuetta del Santo. Un secondo furto sacrilego avvenne nel 1983, al rientro in Cattedrale, con la perdita dei restanti puttini e dei sei riquadri raffiguranti la vita del Patrono. La speranza del recupero si è riaccesa tra il 2012 e il 2013, quando il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale ha rinvenuto e restituito sette dei puttini sottratti. Grazie a questi ritrovamenti, in occasione della festa di San Gerlando 2025, l’opera è stata finalmente restaurata, riconfigurata e restituita alla città come segno d’identità.

L’Urna di San Gerlando prima dei furti

L’operazione è stata promossa dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi e dal Museo Diocesano di Agrigento. Il rilievo preliminare è stato eseguito da Domenico Olivieri e Sofia Sanfilippo (quest’ultima curatrice anche del restauro ligneo), mentre il progetto di restauro è stato coordinato da Antonio Mignemi (Mimarc). La creazione e l’integrazione delle parti mancanti sono state affidate alla Fabbrica Artigiana Argenteria Amato Antonino. Il finanziamento integrale dell’intervento è stato reso possibile dalla generosità dell’Arch. Alfonso Cimino.

“Celebrare il Patrono di una città – dichiarò in occasione della consegna don Giuseppe Pontillo, già parroco della Cattedrale e direttore dell’Ufficio BBCCEE – significa asserire solennemente che egli, oltre che nella fede, è il Pater civitatis, il fondatore della Città stessa. Gerlando è tale perché solo Dio può farsi garante del bene comune. La Città non è un ammasso d’individui, ma una comunità con una comunanza di fini che richiede un fondamento indisponibile”. Don Pontillo ha poi sottolineato come i Vescovi Patroni abbiano storicamente difeso e governato le città, ricordando che “le questioni di quaggiù non si risolvono senza l’aiuto da lassù: non si dissodano i terreni incolti se prima non si dissodano le anime”.

La mostra resterà aperta al pubblico nella Cattedrale di Agrigento fino al 20 marzo 2026.

 

Nel video la presentazione dei labori di riconfigurazione dell’Urna

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