Palma di Montechiaro: si è dimesso il sindaco Amato

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Si è dimesso per senso di responsabilità e non perché politicamente accerchiato persino dalla sua ex maggioranza. Il sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato ha annunciato, mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa “per pochi intimi”, la propria decisione di lasciare l’incarico.

Una decisione quasi inattesa anche per gli osservatori politici locali che arriva però in vista di un bilancio previsionale 2016 che, con il commissario regionale alla porta, sembrava davvero difficile potesse essere adottato con gli strumenti ordinari. A pendere, anche senza la certezza di una reale copertura in termini di voti, una proposta di sfiducia arrivata in consiglio comunale. Così, il passo indietro di Pasquale Amato, che tra l’altro consentirà ai palmesi di andare al voto nel giugno 2017.

“Non mi resta – ha detto il sindaco Amato nel suo annuncio di dimissioni – che ringraziare dipendenti, funzionari, i volontari, i consiglieri comunali, gli amministratori, i cittadini, i colleghi e gli onorevoli che mi hanno aiutato a realizzare le cose buone che siamo riusciti a fare. In ultimo mi devo scusare con chi ha accettato nel mese di settembre la situazione poco credibile di assumere l’incarico di amministratore con me, visto l’incertezza che c’era. Li devo ringraziare perché il loro grande senso di responsabilità ha fatto sì che io riuscissi ad avere una Giunta e non dimettermi nel mese di settembre. Se mi fossi dimesso – ha proseguito Amato – Palma di Montechiaro sarebbe, alla stregua di Favara o di Porto Empedocle, una città al dissesto e quindi con la fine di servizi fondamentali per la città che vanno dal trasporto pubblico urbano al trasporto dei pendolari. Concludo la mia esperienza amministrativa già oggi, aggiungo che la Giunta, in quanto Giunta tecnica si dimette con me. Annuncio – ha concluso Amato – che non proporrò la mia presenza ingombrante a questa tornata elettorale perché è giusto che chi ha di fatto alimentato la mancanza di aiuto a questa amministrazione si proponga e riesca a far meglio di quanto ho fatto io”.

Quindi nessuna ricandidatura salvo improvvisi ripensamenti. Adesso unico organo che proseguirà le proprie funzioni è il Consiglio comunale in attesa che si proceda alla nomina di un commissario straordinario da parte dell’Assessorato regionale alle Autonomie Locali che sostituirà la guida politica dell’ente fino alle consultazioni della prossima estate.

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