Pasqua nel mondo, festeggiata fra usanze, curiosità ed anche qualche imprevedibile stramberia

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Caro diario,
ogni Paese ha delle tradizioni che accompagnano la Pasqua, ovviamente tipiche ma, spesso, anche molto curiose. Alcuni esempi fra centinaia. Inghilterra. Una delle cerimonie più vive e sentite è quella del Giovedì Santo, dedicato interamente all’attività caritativa. A Londra, l’uso è ricordato nell’Abbazia di Westminster dove, finita la cerimonia religiosa, vengono donate ai poveri delle borse di denaro, regalo dalla Regina,che vengono disposte sopra un grande vassoio d’argento. Il Venerdì Santo è ancor viva, invece, l’antichissima usanza di particolari dolci che un tempo, pensa, si usava mangiare soprattutto come… protezione contro il fuoco. I più celebri e popolari, quelli a forma di “brioches” con cannella e uvetta, sormontati da una croce di glassa di zucchero per ricordare, appunto, la Passione di Cristo.
Stati Uniti. A New York, nella domenica di Pasqua, la “Easter Parade”, una mega-sfilata sulla “Fifth Avenue” coinvolge pressoché tutta la cittadinanza, e tutti i partecipanti sono invitati ad indossare bizzarri copricapi e costumi a tema pasquale (ma non solo).
Svezia. Leggenda vuole che, nei giorni precedenti la Pasqua, tutte le streghe volassero verso la montagna “Blakulla” per unirsi con il diavolo; e pertanto, in molte campagne, si accendono falò per tenerle lontane. Ed infine, la domenica delle Palme vengono benedetti i “gattici”, ossia i rami di pioppo i cui fiori bianchi ricordano, appunto, le code dei gatti.
Olanda. Le famiglie appendono corone di fiori fuori dalle porte, colorano le uova e le attaccano ai rami degli alberi in giardino. Le case vengono decorate con fiori gialli; e, per i bambini, c’è la “Caccia alle uova” nascoste da quel birichino di “coniglietto pasquale” che pure noi mangiamo, ma solo… quand’è di cioccolato. Il dolce tipico, però, come in Inghilterra, è un pane dolce con l’uvetta, il “Paasbrod”, “Pan di Pasqua”.
Danimarca. A Pasqua tutto viene colorato di giallo, dalle candele alla tovaglia, mentre le case vengono decorate con rami fioriti e uova dipinte.
Bulgaria. Nei giorni prima di Pasqua si colorano le uova: e il primo dev’essere rosso, affinché possa portare salute. Francia. Anche qui le campane sono silenziose dal venerdì alla domenica, segno di dolore per Cristo crocifisso; ed ai bambini si dice che, per qualche giorno, sono volate via a Roma, però ritorneranno. E infatti, la mattina di Pasqua, i bimbi corrono fuori a cercare nel cielo le campane che volano nuovamente verso casa.
Germania. Antichissima la tradizione dei “fuochi di Pasqua” con il loro spettacolo notturno. Ogni “fuoco di Pasqua”, tuttavia, per diventare tale deve essere acceso solo con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno, o con una grossa lente; e alle ceneri vengono persino attribuite proprietà soprannaturali, tant’è che vengono sparse dai contadini per i campi per propiziare un buon raccolto. Grecia. Nella notte di Pasqua i fedeli si recano in chiesa, tenuta al buio, e accendono una candela che hanno portato con sé e che poi, benedetta, tornerà nella loro casa. Dopo giorni di rigoroso digiuno, si pranza con la “Soupa mayeritsa” più riso, uova colorate di rosso, pane pasquale e la “Maghiritsa“, altra zuppa tipica di Pasqua, con altrettanto simboliche interiora d’agnello.
Russia. La mattina di Pasqua ogni famiglia si reca sulla tomba di un parente e lì consuma un “allegro” spuntino alla salute della buonanima. Paesi Slavi. I giovani spruzzano le ragazze con acqua di sorgente, per un antico rito di fertilità. Spagna. Le palme, dopo la benedizione, decorate con un rosario di zucchero e dolci, si appendono a porte e finestre per proteggere la casa da streghe e spiriti maligni.
In Catalogna la torta pasquale, detta la “Mona“, è decorata con uova di cioccolato, piume ed una piccola figura, sempre di cioccolato, che rappresenta un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe; e viene usualmente donata dai padrini ai figliocci.
Ok, almeno per questa Pasqua mi fermo qui: tanti auguri, cari lettori, caro diario.

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