Prima Giornata della Misericordia per i carcerati siciliani, presente una delegazione da Petrusa

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il momento assembleare

È stata celebrata il 26 aprile a Pergusa la prima Giornata della Misericordia per le persone ristrette negli Istituti Penitenziari siciliani. Anche l’Arcidiocesi di Agrigento vi ha partecipato con alcuni detenuti della Casa Circondariale “P. Di Lorenzo” e una volontaria, accompagnati dal cappellano Don Luigi Mazzocchio. Appuntamento alle ore 10.00 presso la Chiesa del Santissimo Crocifisso, dove, dopo l’accoglienza fraterna con caffè e biscotti, ha avuto inizio la celebrazione con il saluto di Don Paolo Giurato, delegato regionale dei cappellani carcerari della Sicilia. Sono seguiti i saluti della direttrice dell’Istituto Penitenziario di Enna e le testimonianze di alcuni volontari, che hanno raccontato della delicata opera  di supporto nella rieducazione e nel reinserimento sociale dei detenuti, a fianco dei cappellani, il cui compito, ricorda Papa Francesco, è anche quello di “prendere per mano e riaccompagnare nella comunità sociale; il Signore è un maestro di reinserimento; Lui sempre perdona, sempre accompagna, sempre comprende”. Particolarmente significativa a tal proposito la testimonianza di Fra’ Loris, cappellano del carcere Pagliarelli di Palermo, dove ha da poco avuto inizio la produzione di ostie da parte delle detenute, “Pane spezzato da vite spezzate”. È seguita la testimonianza di un detenuto e del suo difficile percorso all’interno del carcere, conclusa con la “preghiera del detenuto” da lui stesso composta. Quindi la celebrazione della Messa, presieduta dal Vescovo di Piazza Armerina, Mons. Gisana, e dall’Arcivescovo di Messina, Mons. Accolla, delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la Caritas.

Poi l’agape fraterna presso l’Oasi Francescana, allietata dalla presenza dell’attore cabarettista ragusano M. Spata. Una giornata intensa, in cui la “libertà” del permesso speciale per i detenuti che vi hanno partecipato, ha avuto  il sapore della Misericordia del Padre, del pranzo condiviso con la famiglia, del buon umore, della passeggiata al lago di Pergusa. Non è mancato il caldo, né la fatica; poi l’esplosione di colori nel paesaggio lungo la strada di ritorno, quell’orologio che andava avanti mentre i detenuti avrebbero voluto fermare il tempo…e infine davanti al cancello di Petrusa, l’idea che l’amore e la vita fanno breccia sempre, ovunque e comunque.

Wilma Greco

 

 

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