Santa Elisabetta: La Chiesa del SS. Crocifisso torna a splendere “In Ara Nova”

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Chiesa del SS. Crocifisso, il presbiterio con le opere del maestro D'Oriente

Una data che resterà impressa nella memoria della comunità sabetese: il 24 febbraio 2026 ha segnato l’attesa riapertura ufficiale della Chiesa del SS. Crocifisso. Sotto il titolo evocativo “In Ara Nova”, l’evento ha celebrato non solo la restituzione di un luogo di culto fondamentale per la Parrocchia Chiesa Madre, ma anche il completamento di importanti interventi artistici che ne arricchiscono il valore liturgico.
La serata, svoltasi presso l’edificio di via Nazionale, è stata introdotta da una serie di interventi che hanno illustrato il percorso di recupero e il significato teologico dei nuovi elementi. Ad aprire l’incontro è stato Don Giuseppe D’Oriente, seguito dai contributi dell’Avv. Liborio Gaziano e del Prof. Francesco Rizzo.
Momento centrale della presentazione è stata la riflessione dello scultore Salvatore D’Oriente, le cui mani e il cui ingegno hanno dato forma alle nuove opere marmoree (ben visibili nel nuovo altare e nei bassorilievi che ornano lo spazio sacro), accompagnato nel lavoro dai maestri Sicorello, Milioto, Chiapparo e Casalicchio. A rendere l’atmosfera ancora più solenne è stata la cornice musicale, che ha visto l’esecuzione di brani celebri capaci di dialogare con l’architettura della chiesa: Le vivaci note dell’Aragonaise di Bizet e della Danza Ungherese n.5 di Brahms; La precisione barocca della Badinerie di Bach; Il tocco contemporaneo di Nostalgia di J.A. Perez. L’iniziativa, patrocinata dall’Arcidiocesi di Agrigento, dal Centro Culturale Hosàytos e dal Comune di Santa Elisabetta, rappresenta un segnale di rinascita per l’intero vicariato. Come ricordato dalla citazione di Papa Leone XIII riportata per l’occasione, l’amore per le Sacre Scritture deve guidare chi svolge il ministero della Parola: oggi, a Santa Elisabetta, quella “Parola” trova una nuova, splendida casa in cui essere annunciata attraverso la bellezza dell’arte e del decoro della casa di Dio. La cittadinanza ha risposto con grande commozione, stringendosi attorno ai propri presbiteri e agli artisti che hanno reso possibile questo piccolo “miracolo” di restauro e fede.