Non è una dichiarazione di guerra al divertimento, né un attacco frontale alle tradizioni popolari più care alla città. È, piuttosto, un invito alla riflessione e al dialogo quello che arriva dai sacerdoti di Sciacca, i quali hanno diffuso una nota ufficiale riguardo alla sovrapposizione tra i festeggiamenti del Carnevale e l’inizio della Quaresima.
Al centro della questione c’è la gestione del calendario. La comunità cristiana, il 18 febbraio, entrerà nel tempo della Quaresima — periodo di quaranta giorni dedicato alla preghiera, alla sobrietà e alla preparazione alla Pasqua — ed il rinvio del Carnevale oltre tale data significa vivere ancora quel tempo di Festa in un periodo particolare per la Chiesa ed i fedeli, un periodo di raccoglimento e di riflessione.
«Non si tratta – scrivono i sacerdoti – di opporre fede e vita civile, né di limitare una manifestazione popolare, ma di rispettare la natura propria dei tempi: alla festa segue il tempo del raccoglimento. Come ricorda il libro del Qoèlet: «C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare».
I parroci nella loro nota sottolineano la stima per i carristi, gli artisti e i giovani che, con sacrificio, portano avanti una tradizione che è parte integrante dell’identità di Sciacca. Tuttavia, la preoccupazione nasce dalle “fatiche interiori” espresse da molti fedeli nel vedere il contrasto tra il clima festoso delle strade e il significato spirituale del Mercoledì delle Ceneri.
Secondo il clero locale, rispettare i tempi liturgici non è una pretesa confessionale, ma una forma di “autentica laicità”. Riconoscere la dimensione religiosa della cittadinanza significa, secondo i sacerdoti, tutelare la storia e la sensibilità di una larga fetta della popolazione.
Per evitare che il corto circuito tra sacro e profano si ripeta, i sacerdoti avanzano una richiesta concreta alle istituzioni e agli organizzatori: la programmazione anticipata per pianificare i calendari futuri con maggiore lungimiranza. Un ritorno alla tradizione e fare in modo che le celebrazioni si concludano rigorosamente entro il Martedì Grasso.
La nota si conclude con un’apertura al dialogo, auspicando che la collaborazione tra le diverse anime della città permetta di custodire, in futuro, sia la gioia del Carnevale che la profondità del cammino quaresimale.

















