Servizio Idrico, la mannaia dei licenziamenti si abbatte sui lavoratori dell’ex Girgenti Acque

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Nessuno è in grado di prevedere il futuro per gli oltre trecento operai e impiegati della gestione commissariale del servizio idrico, già Girgenti Acque/Hydortecne che, ieri hanno manifestato, davanti la sede dell’Ati Ag.9, per avere certezze sul piano lavorativo, a seguito della recente evoluzione dell’iter per la creazione della società consortile che gestirà il servizio.

Il Piano d’Ambito, strumento cardine per la futura gestione del servizio, redatto su incarico di Ati Ag9 e in corso di approvazione da parte dell’assemblea territoriale, prevede un fabbisogno molto ridotto rispetto all’attuale livello occupazionale e, da più parti, è considerato un documento gravemente carente, distonico rispetto alle reali esigenze delle popolazioni gestite.

A questo punto, è d’obbligo domandarsi e domandare ai principali attori, cioè i sindaci e l’amministrazione regionale, cosa intenda fare con il personale dell’attuale gestore, da due anni guidato dai commissari prefettizi Venuti e Dell’Aira, che garantisce quotidianamente il servizio idrico integrato, pur nelle ristrettezze ed incertezze derivanti dall’oggettivo disimpegno della politica, ad ogni livello.

Il punto di vista dei lavoratori è chiaro: “Noi da oltre un decennio garantiamo, nei limiti del possibile, il rispetto di tutti gli standard qualitativi, di natura tecnica e amministrativa, derivanti da una normativa nazionale molto restrittiva. Saremmo curiosi di sapere se nei comuni non consegnatari si effettua il servizio di misura, si effettui la depurazione, si attuino gli interventi in tempi certi, si risponda ad ogni reclamo e sollecitazione. È vero, qui sono mancati gli investimenti promessi, da sempre, sulle nuove reti idriche e fognarie, o sui depuratori, ma questo non è addebitabile a noi lavoratori. Anzi, al contrario, il nostro orgoglio professionale è ancora maggiore se si pensa di quanto sia migliorato il servizio, pur nell’assoluta inconsistenza del patrimonio impiantistico, ormai vetusto e fuori norma. La memoria delle popolazioni agrigentine dovrebbe tornare a dieci o quindici anni fa, con le incertezze sui turni di distribuzione dell’acqua, o con i depuratori del tutto spenti, con l’abusivismo imperante, con la sistematica evasione della tariffa. Abbiamo lavorato in condizioni critiche, garantendo un servizio di elevata qualità, e oggi siamo ricompensati – per così dire – da una classe politica e amministrativa quantomeno inadeguata, che deve deliberare dopo aver studiato e approfondito la materia, evitando il disimpegno e la vigliaccheria. Noi lavoratori non saremo l’agnello sacrificale di nessuno. Ci dicano, sin da subito, chi andrà a gestire il servizio, nelle sue varie componenti, dimostrando di conoscere veramente la materia, il territorio.

Una situazione potenzialmente esplosiva, dal momento che i lavoratori preannunziano, da soli o attraverso le varie sigle sindacali, ogni azione di lotta utile a salvaguardare il proprio posto di lavoro, vedendo riconosciuta la competenza e la professionalità maturate.

Questa mattina alle ore 12 dovrebbe tenersi in Prefettura una riunione convocata dai sindacati alla presenza dell’Ati e della gestione commissariale ma è probabile che questo argomento (licenziamenti) sarà al centro di un altro tavolo convocato oggi pomeriggio alla Regione a cui sono stati invitati i sindaci di diversi comuni della provincia. Domani, invece, i lavoratori torneranno a riunirsi per un’assemblea sindacale che bloccherà ancora una volta i servizi per alcune ore.“

 
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