Tra acqua e fuoco: la provincia di Agrigento a un bivio. Il Cartello Sociale chiede lo stato di calamità

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Il rogo divampato a valle di Via Dante ad Agrigento (ph. C.P.)

Tra l’acqua che dona la vita e il fuoco devastante che la cancella si consuma il dramma della provincia di Agrigento. È attorno a questa tragica dualità che si articola l’appello del Cartello Sociale, espresso all’indomani dei devastanti incendi che hanno flagellato ampie porzioni del territorio agrigentino, bruciando in poche ore i sacrifici di un’intera vita. Dalle campagne isolate ai centri abitati, la solidarietà dell’organizzazione si stringe attorno alle famiglie, agli agricoltori, agli allevatori e a tutti i cittadini colpiti. (leggi qui il testo integrale)

La crisi ambientale e l’emergenza idrica non sono fatalità separate, ma due facce della stessa medaglia che esigono risposte immediate. Il Cartello Sociale ribadisce con forza che l’accesso all’acqua è un diritto umano primario e inalienabile, che deve essere garantito e distribuito in modo equo e continuo in ogni quartiere. Allo stesso tempo, si rivolge una dura critica alla politica: mentre la popolazione soffre la sete e affronta le fiamme, le istituzioni a tutti i livelli non possono perdersi in palleggi di responsabilità o dibattiti secondari. La priorità assoluta deve essere la risoluzione dell’emergenza e la custodia del creato, un principio etico e civico indispensabile per garantire il futuro delle prossime generazioni.

La distruzione di migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea non rappresenta soltanto una ferita ecologica e paesaggistica, ma mette a serio rischio il già fragile equilibrio del territorio. La scomparsa del manto vegetale spoglia infatti la terra del suo scudo naturale, esponendo l’area al pericolo imminente di erosione del suolo, frane, smottamenti e alluvioni al primo evento meteorologico intenso. L’incendio di oggi rischia così di diventare la frana di domani.

Per questo motivo, si chiede al Governo della Regione Siciliana di dichiarare con la massima urgenza lo stato di calamità per le zone colpite, sbloccando interventi straordinari e ristori immediati a sostegno delle aziende agricole, delle attività economiche e dei cittadini. Affianco ai soccorsi, serve però una svolta nella prevenzione: occorre pianificare una manutenzione rigorosa del territorio attraverso la pulizia delle aree a rischio, la gestione della vegetazione e il potenziamento dei controlli.

Viene infine espressa una condanna fermissima verso i criminali del fuoco, con l’auspicio che i responsabili di questi gesti scellerati vengano individuati e perseguiti con il massimo rigore della legge. La difesa della biodiversità e della sicurezza collettiva richiede un’alleanza condivisa, in cui anche i cittadini sono chiamati ad adottare comportamenti prudenti e a collaborare con le autorità. In questo quadro di profonda emergenza, resta fondamentale il sentito ringraziamento alla Prefettura, ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale, alla Protezione Civile, all’Arma dei Carabinieri, alle Polizie Locali e a tutti i volontari che, spingendosi spesso fino al rischio della propria vita, continuano a lottare sul campo per fermare le fiamme e salvaguardare il territorio.