Via Crucis cittadina, Card. Montenegro: “la croce ci insegna a costruire la città”

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Si è rinnovato anche quest’anno, il venerdì che precede la domenica delle Palme, l’appuntamento con la Via Crucis della città di Agrigento presieduta dall’arcivescovo Francesco Montenegro e animata dalle parrocchie della città. La Via Crucis si è snodata da Porta di Ponte, lungo la via Atenea, fino alla Chiesa S. Domenico dove l’Arcivescovo, ai tanti che, nonostante il freddo e la pioggia,  hanno gremito la chiesa S. Domenico, ha tenuto la riflessione prima della benedizione.

“La croce è passata per le nostre strade – ha detto –  e, allora come oggi, ha raccolto le lacrime, le sofferenze, le paure e la delusione di tanta gente. In questo cammino noi gli siamo stati accanto, questa sera, idealmente, in qualche modo lo abbiamo seguito. In quel cammino era presente l’ospedale, il Signore avrà quadrato e pensato ai centri di accoglienza per gli immigrati, a chi deve subire ingiustizie; il Signore ha sentito anche la sofferenza muta di tante famiglie rimaste senza lavoro, quelle che temono di perdere la casa… di certo – ha continuato il cardinale – ha sentito e visto, il volto di tanti giovani, che sembrano senza futuro e senza speranza. Quante stazioni in questo cammino, quante soste. Un cammino doloroso che sembra concluso, ma noi questa sera – ha detto ai presenti – non possiamo andarcene a casa senza porci una domanda che in qualche modo ci inchioda: in questa storia io con chi mi posso identificare? Con Pietro?  Con Giuda? Con il ladro sulla croce o  con le donne? Con Maria? Con Simone di Cirene? Non è- ha detto -una domanda inutile ma importante e necessaria, perché non dare la risposta significa starsene sul marciapiede, ai margini a vedere passare quest’uomo che soffre e tanti poveri Cristi, ma non sentirci dentro la loro sofferenza. Abbiamo il dovere di trovare un posto… Sulla croce noi leggiamo la verità di Dio, quel Dio che ‘ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna’.  Ma sulla croce – ha proseguito – , oltre a leggere la verità di Dio, noi leggiamo anche la verità dell’uomo, che spesso vuol vivere senza, o contro Dio. La croce e ci rivela chi è Dio ma ci rivela anche chi siamo noi. L’Arcivescovo ha, ricordato, inoltre come la croce “ci insegni a costruire la città degli uomini; una citta migliore, ricca di umanità, illuminata dallo spirito delle Beatitudini. Noi siamo cristiani – ha ricordati ai presenti – ma siamo anche cittadini. Quando usciremo da questa Chiesa-ha detto- ci metteremo sulle vie della città, quella città che sarà buona se noi la vorremmo buona, quella città che non sarà abitabile se noi di essa non ci interesseremo. Il segreto del cristiano- ha concluso- è saper tenere sempre unite la croce e la Pasqua. Se guardiamo la croce e sentiamo già la Pasqua nel cuore vediamo che non è la morte a vincere ma l’amore. Questo è la nostra forza; Sulla croce c’è qualcuno che ci ama.  Lasciamoci -ha esortato tutti- conquistare da tanto amore.

Nel video il messaggio integrale.

 

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