Mons. Reina: “Non sono stato il migliore dei figli di questa Chiesa, voglio diventare come don Puglisi, pregate per me!

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(ph. Carmelo Petrone)

Mercoledì 6 luglio 2022,  nella Basilica Cattedrale di Agrigento, mons. Baldo Reina ha presieduto la prima S.Messa, in Cattedrale, dopo l’ordinazione episcopale ricevuta il 29 giugno nella Basilica San Giovanni in Laterano (vedi).

Alla presenza del popolo fedele, amici, familiari, delle autorità civili, di rappresentanti delle comunità di Cammarata e San Giovanni hanno concelebrato con don Baldo mons. Alessandro Damiano, mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, mons. Salvatore Muratore, già vescovo di Nicosia. Presenti i presbiteri e i diaconi dell’Arcidiocesi di Agrigento, il seminario; ad animare la liturgia il coro diocesano.

Mons. Damiano all’inizio della celebrazione Eucaristica ha detto: “Siamo grati al Signore per aver scelto un figlio dalla Chiesa agrigentina, chiamandolo al ministero episcopale”. L’Arcivescovo ha poi espresso gli auguri a raccogliendoli in tre verbi: “il primo è “ricordare”. “Per i latini, il cuore è sede della memoria. Porta sempre nel cuore – ha detto  a don Baldo – quando il Signore ti ha permesso di vivere nella chiesa agrigentina che per te è stata casa, scuola e palestra. Qui hai sperimentato la bellezza dei rapporti familiari; l’arte di vivere, di amare; qui ti sei allenato per affrontare il cammino di crescita umana e spirituale”.

mons. Damiano consegna al croce pettorale (ph Carmelo Petrone)

Il secondo verbo è “ringraziare”. “Ogni dono – ha proseguito  – viene da Dio. “Ringrazia sempre il Signore per tutte le volte che si è manifestato, e si manifesterà nella tua vita e nei volti di chi hai incontrato  e incontrerai. Nel tuo grazie – ha proseguito l’arcivescovo – c’è anche il nostro per il servizio che hai reso alla chiesa agrigentina. Hai servito la comunità ecclesiale con passione nei vari ministeri che ti sono stati affidati, dimostrando amore alla Chiesa e al Vangelo”.  L’ultimo verbo annunciare. “Continua  ad annunciare la bellezza della Parola, così come hai fatto nell’insegnamento e nella predicazione. Con San Paolo annuncia che la croce ha un primato  fondamentale nella storia dell’umanità… Tutto questo – ha proseguito, consegnando a don Baldo un dono a nome della Chiesa agrigentina –  vogliamo racchiudere nel dono che ti offriamo: Una croce pettorale segnata da due simboli: le spighe e il corallo. Imitando Cristo buon pastore – ha concluso – diventa pane spezzato per la comunità cristiana e il mondo intero”.

mons. Baldo Reina (ph, Carmelo Petrone)

Don Baldo, invece, nel suo  intervento omiletico ha commentato il Vangelo del giorno, la chiamata e la missione degli apostoli, ma ha avuto anche parole di gratitudine per  la Chiesa agrigentina. “Mi sento figlio- ha detto don Baldo – di questa Chiesa. Sono grato al Signore per le tante persone che mi ha fatto incontrare in questi anni E attraverso le  quali Dio ha benedetto la mia vita. Il Signore- ha proseguito- guida misteriosamente la nostra vita, la guida per sentieri a noi  sconosciuti ma a lui sempre chiari…  Vi prego- ha detto ai presenti- di accogliere il mio grazie;  Dio mi ha benedetto attraverso i vostri volti”.

La croce pettorale con la reliquia di don Pino Puglisi (ph. Carmelo Petrone)

Hai poi confessato ai presenti che ha chiesto e ottenuto da monsignor Corrado Lorefice, per la croce pettorale che porta addosso,  una piccola reliquia di don Pino Puglisi. Mi piacerebbe diventare come Don Pino Puglisi – ha concluso – mi affido alla vostra preghiera perché il Signore mi conceda di essere lì dove egli vuole, un servo che desidera semplicemente dare la propria vita.

A tutti voi- ha ha proseguito – voglio giunga il mio bene, l’abbraccio del mio cuore. Porterò sempre nel cuore la Chiesa agrigentina, l’ho sempre amata, ho cercato di servirla, come ho potuto. Non sono stato il migliore dei figli di questa chiesa… ho cercato solo di servirla nei vari compiti che mi sono stati affidati in mezzo a tanti limiti e fragilità. Se il Signore – ha aggiunto –  mi ha chiamato al ministero episcopale, certamente Lui ha per me dei progetti ed io mi arrendo Lui, mi affido alla sua infinita misericordia. A tutti voi – ha detto rivolto ai presenti – il mio grazie, il mio bene, la mia benedizione”.

Nel video l’audio integraledell’omelia e le immagini della Messa.

 

 

 

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