Mercoledì 21 ottobre, alle ore 17:00, la parrocchia San Gregorio Agrigentino (cannatello) ospiterà l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2026/2027 dello Studio Teologico “San Gregorio Agrigentino”, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo. L’evento si aprirà con i saluti di don Rino Lauricella Ninotta, direttore dell’Studio Teologico. Al centro dell’evento la prolusione del prof. don Luca Peyron, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, tra le voci più autorevoli nel panorama nazionale sul rapporto tra fede e innovazione digitale, che guiderà la riflessione sul tema, “Intelligenza Artificiale: Kairòs per la Chiesa e nella ricerca teologica?”.
L’incontro, dice il Direttore Lauricella, è aperto a tutti, docenti, studenti, operatori pastorali, consacrati e fedeli laici, e vuole essere un’occasione per riflettere, sulle sfide etiche, antropologiche e culturali che l’intelligenza artificiale pone oggi alla vita della Chiesa e al mondo della formazione teologica. Le conclusioni saranno affidate all’Arcivescovo Alessandro Damiano.
- locandina evento (qui)
- Chi è don Luca Peyron?
Don Luca Peyron (Torino, 1973), presbitero diocesano, giurista e teologo. Referente per la pastorale della cultura tecno scientifica ha co-fondato e coordina il servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino. È docente di Teologia presso l’Università Cattolica e visiting professor in diversi atenei. È Faculty Fellow del Centro Nexa del Politecnico di Torino, socio dell’Internet Society e membro del Consiglio Scientifico dello Humane Technology Lab dell’Università Cattolica. Fa parte del comitato buone pratiche e del comitato strategico Mind & Machine dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale applicato all’Industria AI4I. L’Unione astronomica internazionale gli ha dedicato l’asteroide 141772 ora 141772 Lucapeyron poiché è stato in grado di collegare l’astronomia alla coscienza collettiva, utilizzando il cielo profondo non solo a fini scientifici, ma anche per la crescita culturale ed educativa.

















