Abbiamo chiesto al parroco di Lampedusa, don Carmelo Rizzo, un commento al videomessaggio che Papa LeoneXIV ha fatto giungere ai lampedusani per la proposta di candidatura dei “Gesti di accoglienza” di Lampedusa a patrimonio immateriale Unesco (vedi)
“Essere presente nel momento del video messaggio del Papa – dice don Carmelo Rizzo – è stato di una emozione indescrivibile evidenziata dai tanti sussulti di gioia e lacrime delle persone che sono stati presenti. La cosa che mi ha colpito, e non solo me, è stato il saluto “O scià” a cui non ha voluto affidare solamente l’affetto di cui è abbastanza carico per la cultura del luogo, ma soprattutto per la carica teologica che ha voluto affidare collegandolo al soffio dello Spirito che deve animare ognuno di noi. Man mano il tempo consumava quei 9 interminabili minuti – continua don Carmelo – cercavo di cogliere il senso di ogni preziosa parola che pronunciava. L’attenzione si è soffermata sull’espressione globalizzazione dell’indifferenza pronunciata da papa Francesco proprio a Lampedusa, a cui è seguita la parola globalizzazione dell’impotenza, in cui Papa Leone ne spiegava le logiche conseguenze esortandoci paternamente ad opporre ad essa la cultura della riconciliazione per curare le ferite e a considerarci tutti fratelli e sorelle.
Terminato il video – conclude don Carmelo – oltre alla gioia iniziava ad insinuarsi pure la trepidazione per la promessa che presto sarebbe venuto a trovarci di persona a Lampedusa; tutti volevano sapere da me quando il Papa sarebbe venuto. Ho appreso con i lampedusani del desiderio del Papa; certo il giubileo che stiamo celebrando – conclude don Carmelo – ci esorta a vivere di speranza e forse è questo l’atteggiamento migliore per vivere l’attesa, affidando tutto al cuore di Dio e di Maria, affinché la preghiera che accompagnerà questo momento inizi a portare pace gioia e benedizione per tutti.”
















