Si è tenuto il 16 marzo il primo appuntamento della 17ma edizione delle Giornate di Studi Sociali (vedi qui). Nella sala conferenze della parrocchia Sacro Cuore di Agrigento, accanto alle massime autorità istituzionali e militari del territorio l’evento ha visto il coinvolgimento di un folto numero di cittadini e la partecipazione di alcuni tra i prossimi candidati alle amministrative, segnale di un forte interesse verso il futuro della comunità.
Dopo i saluti di don Mario Sorce, direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi, con la moderazione di Salvatore Pezzino, i presenti si son posti in ascolto della lectio di Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo emerito di Monreale; non è stato solo un intervento magistrale e sapienziale insieme, ma un vero e proprio richiamo alla coscienza civile e cristiana.
Affidare la lectio sul tema “La politica come la più alta forma di carità” a una figura della sua caratura ha significato riportare il dibattito alle radici più nobili dell’impegno pubblico. Questa celebre espressione – ha detto il relatore – affonda le radici nel magistero di Pio XI e ha trovato costante eco nel magistero di tutti gli altri Pontefici che si sono succeduti fino a Papa Leone XIV. Mons. Pennisi nel suo intervento l’ha declinata provando a rispondere alle sfide del presente, invitando a superare l’idea della politica intesa come mera gestione del potere o scontro tra fazioni. La politica, nella sua accezione più pura – ha detto – è servizio. Se la carità è l’amore che si prende cura dell’altro, la carità politica è quella che agisce sulle strutture della società per creare condizioni di giustizia, dignità e benessere per tutti, specialmente per i più fragili.
In un tempo segnato dal disincanto e dall’astensionismo, la lectio ha sottolineato che l’indifferenza non è un’opzione per chi ha a cuore il bene comune. Partecipare alla vita della comunità — sia attraverso le istituzioni, sia attraverso l’attivismo sociale — è una forma concreta di amore verso il prossimo. E, portando ad esempio la figura di don Luigi Sturzo, ha ricordato, anche durante il successivo confronto con l’assemblea, che la politica come carità” diventa un antidoto alla corruzione e al clientelismo: dove c’è vera carità politica, non c’è spazio per l’interesse privato a discapito della collettività.A concludere l’incontro l’intervento dell’Arcivescovo Alessandro che ha voluto tracciare un parallelo profondo tra l’attualità e il tema della serata con la storia del Santo di Assisi, ricordando come proprio Francesco, davanti al Crocifisso di San Damiano, ricevette l’invito solenne: “Va’ e ripara la mia casa”. Nell’anno degli ottocento anni (1226–2026) del transito di San Francesco — ha sottolineato l’Arcivescovo — quel mandato risuona oggi per tutti noi: Come il Santo fu chiamato a restaurare la Chiesa, così noi siamo esortati oggi a ricostruire la nostra casa comune, partendo dalle fondamenta della solidarietà e del bene comune; insomma, una sfida etica per il territorio, invitando cittadini e futuri amministratori a un impegno concreto e condiviso.

Il secondo appuntamento delle Giornate è per il 17 marzo per il confronto su un tema di stringente attualità: “Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura: le ragioni del ‘sì’ e del ‘no’”. Un dibattito articolato che vedrà intervenire, per il “no”, il dott. Giuseppe Miceli, Presidente dell’Ufficio GIP-GUP del Tribunale di Agrigento, e l’avv. Daniela Ciancimino; per il “sì”, il dott. Massimo Russo, Sostituto Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, e l’avv. Vincenza Gaziano, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. Modera il giornalista Salvatore Pezzino.
















