Inizio Anno Scolastico, Damiano: «Costruiamo la pace partendo dai banchi di scuola»

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Un augurio che si trasforma in un appello accorato e profondo alla comunità scolastica agrigentina. In occasione dell’avvio dell’anno scolastico, l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano ha scritto una lettera indirizzata a dirigenti, docenti, personale e studenti.

Richiamando la recente enciclica “Magnifica humanitas”, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» di Papa Leone XIV, l’arcivescovo evidenzia come il mondo viva oggi in uno «stato di belligeranza permanente». Davanti a questo scenario, il Pontefice pone l’umanità di fronte a un bivio radicale: scegliere tra la costruzione di una nuova torre di Babele, fatta di divisioni e contrapposizioni, o l’edificazione di una città in cui Dio e l’umanità abitano insieme, trasformando l’altro da nemico a fratello. Ma come può la scuola, nel suo piccolo, incidere su dinamiche così vaste e dolorose? La risposta, suggerisce Damiano citando il documento pontificio, risiede nella responsabilità quotidiana di ciascuno. Nessuno è escluso o impotente: pur nella diversità dei ruoli — che si tratti di governare, educare, ricercare o semplicemente vivere il proprio quotidiano — ogni persona è chiamata a scegliere se alimentare la logica della forza o custodire quella della pace attraverso la verità, la sobrietà, la prossimità e la cura.  A supporto di questa visione, la lettera richiama le parole dello scrittore J.R.R. Tolkien ne “Il Signore degli Anelli”: «non spetta a noi dominare tutte le maree del mondo, bensì fare il possibile per la salvezza del nostro tempo, sradicando il male dai campi che conosciamo per lasciare alle generazioni future una terra sana e pulita».

Per tradurre tutto ciò in azioni concrete, l’Arcivescovo indica cinque direttrici tracciate da Papa Leone XIV, invitando a disarmare le parole, a costruire la pace nella giustizia, ad assumere lo sguardo delle vittime, a coltivare un sano realismo e a rilanciare il dialogo e il multilateralismo. In particolare, rivolgendosi direttamente a docenti e studenti, l’invito si stringe attorno al primo e più immediato banco di prova: la comunicazione. «Incominciamo col disarmare le parole, col dirci sempre parole che costruiscano e non demoliscano gli altri», scrive l’arcivescovo Alessandro, esortando a cogliere i lati positivi delle persone e a fare del dialogo uno strumento costante.

Il messaggio si conclude con un augurio caloroso alla scuola agrigentina affinché l’anno scolastico che si apre sia «fruttuoso, dialogante e, perciò, pacificante».

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