XXV giubileo presbiterale: Aguri don Massimo! Da protestante a prete della Chiesa Cattolica

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Don Emanuele Massimo Musso, nativo di Ribera e formatosi nel nostro Seminario, collaboratore del nostro settimanale (cura la rubrica “Pillole di teologia”), compie 25 anni d’ordinazione presbiterale.

È stato ordinato presbitero, infatti, il 7 maggio del 2000 a Piacenza, dal biblista e allora vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Luciano Monari. Oltre agli impegni accademici (ha insegnato teologia al Collegio Alberoni di Piacenza, all’Università Cattolica del Sacro Cuore-Sede di Piacenza, alla Lumsa-Sede di Palermo e attualmente allo Studio Teologico S. Gregorio agrigentino che ha sede presso il nostro Seminario di Agrigento), è stato anche, tra l’altro, parroco nel comune di Tornolo (PR) e Sarmato (PC), assistente ecclesiastico dell’Unitalsi di Borgo Val di Taro e Bedonia (PR), assistente spirituale dell’Associazione d’Arma della Delegazione provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon e assistente ecclesiastico del Centro Eucaristico Diocesano in San Donnino – Piacenza. Dal 2019 è tornato, per ragioni familiari, nel suo paese natio: Ribera. Attualmente è Rettore della rettoria di san Giuseppe sposo della B. V. Maria in Sciacca.

Abbiamo posto a don Massimo alcune domande.

Don Massimo, com’è nata la tua vocazione? «Credo – ci dice – che anzitutto vada sottolineato il fatto che si tratta, appunto, di una “vocazione”. Ovvero, non ho scelto io di fare il prete, ma un Altro.

Il momento dell’imposizione delle mani, dietro si intravede Don Gaetano Montana, allora rettore del seminario di Agrigento

È Dio che chiama, io non ho deciso o scelto. Ho semplicemente accolto e fatta mia una chiamata. Cresciuto, anche se battezzato da infante nella Chiesa Cattolica, in un ambiente protestante vicino al calvinismo; dopo la maggiore età, studiando i Padri e la storia della Chiesa, ho preso la decisione di tornare consapevolmente nella Chiesa Cattolica. Posso affermare che contemporaneamente il mio ritorno nell’alveo della Chiesa Cattolica ha coinciso con il “sentire” la chiamata al ministero ordinato.»

Che cosa puoi dire, con uno sguardo retrospettivo, su questo tuo quarto di secolo di ministero presbiterale?

«Tre cose che riguardano la tridimensionalità del tempo.

  • Per il passato, per questi 25 anni di sacerdozio ordinato, chiedo perdono per i miei errori, sbagli, omissioni, inadeguatezze, incapacità a fronte di così alto compito.
  • Per il presente ringrazio il buon Dio per avermi chiamato a questo servizio, senza alcun mio merito.
  • Per il futuro, quel tempo futuro che il Signore vorrà concedermi, elevo una supplica al Signore: prego che Gesù mi conceda di servire sempre più e sempre meglio Lui e la sua Chiesa».

Don Massimo ricorderà il il 25° anniversario di ordinazione presbiterale, domenica 18 maggio (ore 12:00) nella chiesa San Giuseppe di Sciacca.

Al termine dell’ordinazione presbiterale di Don Massimo, insieme a mons Luciano Monari, allora vescovo di Piacenza-Bobbio

 

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