Tutela dei minori: il legno dei barconi diventa simbolo di accoglienza nei centri di ascolto

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L'Arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro consegna a Papa Francesco, una croce realizzata con il legno dei barconi dei migranti arrivati a Lampedusa

In un resoconto curato dall’agenzia SIR sull’intervento di Chiara Griffini al II Incontro nazionale dei referenti territoriali della Cei, emerge come la prevenzione non sia un fatto tecnico, ma relazionale. Griffini afferma che “la cura della relazione, la competenza relazionale, rappresenta la prima e fondamentale forma di prevenzione rispetto a ogni tipologia di abuso”. Secondo quanto riportato dal SIR, il safeguarding non deve restare un ambito specialistico, ma deve diventare “parte dell’ethos quotidiano delle nostre comunità cristiane, una missione comunitaria permanente, dimensione strutturale e ordinaria della vita ecclesiale”. In questo contesto, la vulnerabilità viene definita come un “luogo teologico e antropologico”, un tratto “ontologico dell’essere umano” da riconoscere e rispettare. L’articolo del SIR pone particolare enfasi su un gesto simbolico finale: la consegna a ogni rappresentante diocesano di un crocifisso destinato ai centri di ascolto, “realizzato con i legni dei barconi che hanno attraversato il Mediterraneo”.

Questo richiamo ha rievocato in me la potente simbologia del primo viaggio apostolico di Papa Francesco a Lampedusa nel 2013, quando il Pontefice utilizzò una croce e un ambone ricavati proprio dal legno dei barconi dei migranti. Come sottolineato dal SIR, il parallelo tra il dramma del mare e quello degli abusi è reso esplicito dalle parole di Griffini: chi giunge ai centri di ascolto ha spesso compiuto “una traversata simile, non geografica ma interiore”. Il legno recuperato dalle acque diventa così il segno di una Chiesa che si offre come approdo sicuro per chi ha vissuto il naufragio del trauma.

Foto Massimo Palamenghi (Archivio del L’Amico del popolo)
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