Piazzale Rosselli: svelato il murale”Nel solco dei diritti” in memoria delle vittime della mafia

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Il momento dello svelamento del murale

È stato svelato il 3 ottobre, in piazzale Rosselli ad Agrigento, il murale “Nel solco dei diritti, il riscatto di una terra che costruisce il futuro”, promosso dalla CGIL di Agrigento e realizzato dall’artista Sergio Criminisi.
Un’opera pensata per mantenere viva la memoria delle vittime della mafia e, nello stesso tempo, per rivolgere lo sguardo al futuro, soprattutto alle nuove generazioni che non hanno vissuto direttamente le stagioni più drammatiche della storia siciliana, ma che sono chiamate a raccoglierne l’eredità civile.
L’iniziativa si è svolta nel giorno dell’anniversario della nascita del giudice Rosario Livatino, figura simbolo di una legalità vissuta come servizio alle istituzioni e alla comunità.
Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale della CGIL Agrigento Alfonso Buscemi, il segretario della CGIL Sicilia Alfio Mannino, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il sindaco Michele Sodano, la docente Maria Concetta Barba e Alessio Festi del Dipartimento Legalità CGIL e don Mario Sorce che ha benedetto il murale. Ha moderato il giornalista Totò Pezzino. Presente anche, con una partecipazione straordinaria, il medico Totò Nocera Bracco.
«Ricordare le vittime della mafia non significa soltanto guardare al passato,ha detto il prefetto Salvatore Caccamo, ma assumere una responsabilità nei confronti del presente e del futuro. La memoria ha valore quando diventa impegno quotidiano, quando rafforza nelle istituzioni e nei cittadini la consapevolezza che il rispetto delle regole, la tutela dei diritti e la partecipazione sono gli strumenti attraverso i quali una comunità può realmente riscattarsi e crescere. Questo murale rappresenta un segno concreto che parla soprattutto ai giovani e ricorda a tutti noi che la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta di vita e di responsabilità».
Per il segretario generale della CGIL Agrigento, Alfonso Buscemi, «questo murale nasce dalla volontà di trasformare la memoria in un messaggio di speranza. Le vittime della mafia appartengono alla storia di questa terra, ma il loro sacrificio non può rimanere confinato al ricordo. Abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni il senso della responsabilità, dei diritti e della partecipazione. Una terra si riscatta quando decide di non arrendersi, quando costruisce lavoro, giustizia sociale e legalità e quando ciascuno comprende che il proprio comportamento può contribuire a cambiare la realtà».
Nel suo intervento, Franco Gabrielli ha richiamato il valore della memoria e il rapporto tra cittadini e istituzioni: «La memoria non deve diventare una celebrazione rituale, ma uno strumento per comprendere ciò che è accaduto e per evitare che possa ripetersi. Le istituzioni hanno una responsabilità fondamentale, ma la legalità non può essere delegata esclusivamente a chi rappresenta lo Stato. È una responsabilità collettiva. Un’opera come questa ha proprio il merito di rendere visibile questo messaggio e di affidarlo alle nuove generazioni, perché siano loro a continuare il cammino di riscatto e di costruzione di una società più giusta».

Il murale diventa così un segno permanente nello spazio pubblico della città, un luogo della memoria ma anche un invito a guardare avanti. Il riferimento ai diritti contenuto nel titolo richiama infatti una concezione della legalità strettamente legata alla dignità delle persone, alla giustizia sociale, al lavoro e alla possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro nella propria terra. “Nel solco dei diritti”, dunque, non soltanto per ricordare chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia, ma per indicare alle nuove generazioni la direzione nella quale continuare a camminare: quella della responsabilità, della partecipazione e della costruzione quotidiana del bene comune.

 

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