Nel giorno in cui l’intero Paese si stringe attorno ai simboli della sua identità nazionale, anche Agrigento ha celebrato con profonda partecipazione l’ottantesimo anniversario della Fondazione della Repubblica Italiana, unendo il proprio battito a quello di tutta la nazione. Sotto un sole splendente che ha scaldato i cuori dei molti agrigentini, la Città dei Templi ha risposto alla chiamata della Prefettura con un’intensità vibrante e calorosa, capace di trasformare il rigido cerimoniale istituzionale in una festa di popolo. La giornata ha preso il via a Villa Bonfiglio, dove è stata deposta una corona d’alloro in memoria dei Caduti per la Patria. Questo gesto solenne ha fatto da preludio al ritmo più incalzante delle celebrazioni successive, spostatesi nella centrale Piazza Vittorio Emanuele.
Qui, le divise del Picchetto interforze schierato e il fiero sventolio del Tricolore, l’esecuzione dell’inno nazionale e gli onori alla Bandiera hanno unito la cittadinanza prima della lettura del messaggio del Presidente della Repubblica (qui) e dell’intervento di S.E. il Prefetto. Nel suo discorso, il dott Salvatore Caccamo ha voluto ricordare con forza la giovinezza della Repubblica, una freschezza istituzionale che si mantiene viva e si rigenera proprio grazie alla partecipazione attiva e costante dei cittadini alla vita democratica del Paese. Un passaggio cruciale a cui è seguito un sentito e corale ringraziamento non solo agli uomini e alle donne dello Stato, che ogni giorno garantiscono la sicurezza e l’ordine pubblico, ma anche a tutte le straordinarie realtà del volontariato e dell’associazionismo che operano instancabilmente nel territorio di Agrigento, definiti pilastri fondamentali della coesione sociale e custodi quotidiani dei valori fondanti della nostra democrazia. Il cuore della mattinata si è infine spostato nella suggestiva ed elegante cornice dell’atrio del Palazzo del Governo.
È proprio in questo storico spazio della Prefettura che è arrivata la vera scintilla di freschezza ed emozione grazie al contributo dei giovani del territorio. Gli studenti di cinque istituti scolastici della provincia, nello specifico il Gallo-Sciascia, il Politi, l’Empedocle, il Leonardo e l’Agrigento Centro, hanno dato voce a toccanti testimonianze storiche recuperate grazie al prezioso progetto dell’Archivio di Stato intitolato “Ogni banco ha la sua storia. Sui loro passi, il nostro cammino verso gli ottanta anni della Repubblica”. Si è trattato di un passaggio di testimone generazionale, con i ragazzi di oggi che camminano consapevoli sui passi di chi, ottant’anni fa, sognò e costruì l’Italia libera. L’emozione nell’atrio si è poi fatta arte grazie all’apprezzato intervento scenico di Marco Savatteri con “Camicette bianche”, tratto dall’omonimo romanzo di Ester Rizzo, e alle note avvolgenti della Banda e dell’Orchestra del Liceo Classico e Musicale Empedocle, meravigliosamente accompagnate dai talenti dell’Istituto Comprensivo Falcone Borsellino di Favara e dell’IISS Galileo Galilei di Canicattì.
A seguire, la cerimonia ha toccato il suo momento solenne con la consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a quei cittadini che hanno dato lustro al territorio agrigentino attraverso il loro costante impegno civile e professionale. Per la classe degli insigniti, il prestigioso titolo di Ufficiale della Repubblica è stato conferito al dottor Cesare Castelli. L’ambita distinzione di Cavaliere della Repubblica è stata invece assegnata a Gaetano Bizzini, Totò Cacciatore, Vito Casamassima, Andrea D’Agostino, Vito Fiorino, Giuseppe Montana, Vincenzo Patti, Roberto Principato, Francesco Sammartino, Angelo Vita e Antonino Volpe. Mentre le note dell’Inno di Mameli sfumavano tra le colonne del Palazzo, la sensazione diffusa è stata quella di una comunità coesa e orgogliosa. Questo anniversario ha confermato che il cammino verso la libertà, iniziato ottanta anni fa insieme a tutta l’Italia, continua a passare dall’impegno quotidiano di ogni cittadino della nostra Agrigento.
















