La comunità ecclesiale e civile di Aragona si appresta a vivere uno dei momenti più intensi e suggestivi dell’anno liturgico. Domenica 7 giugno, in occasione della solennità del Corpus Domini, la cittadina si trasformerà in un laboratorio di fede a cielo aperto per la quinta edizione della sua ormai celebre Infiorata. Un appuntamento che, anno dopo anno, si consolida nel tessuto delle tradizioni locali, arricchendosi nel vigore artistico e nella partecipazione popolare, capace di attirare fedeli e visitatori non soltanto dall’hinterland agrigentino, ma da numerosi paesi vicini.
Il cuore pulsante dell’evento rimarrà il centro storico, asse portante del cammino processionale che accoglierà il Santissimo Sacramento. Sono tre, in particolare, le zone nevralgiche interessate dall’allestimento dei tappeti sacri: la storica via Alberto Mario, la maestosa scalinata della Chiesa Madre – destinata a farsi monumentale cascata di colori – e la centralissima via Garibaldi. Lungo queste direttrici, i pannelli artistici daranno forma visibile al Mistero, riproducendo con straordinaria perizia momenti salienti della vita di Gesù e simboli della più densa iconografia cristiana.
Ciò che rende quest’opera mirabile è l’accostamento sapiente di materie prime povere e naturali, espressione profonda di una terra che si fa offerta: non solo petali e boccioli, ma chicchi di riso, grano, polvere di caffè, piume, sabbia ed erbe aromatiche (che diffonderanno per le vie un delicato profumo di festa), insieme a minuziosi fiori in carta realizzati interamente a mano. Quest’anno, inoltre, il percorso iconografico si impreziosisce di una ricorrenza spirituale di respiro universale: l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Alcuni dei pannelli più attesi saranno infatti dedicati a episodi della vita del Poverello, la cui testimonianza evangelica continua a interpellare con immutata attualità sia l’universo dei credenti sia i non credenti, uniti nel segno della fraternità e della custodia del creato.
L’iniziativa, come opportunamente rilevato dai parroci e dagli organizzatori, riveste un duplice e profondo valore, strettamente teologico e sociale. Se da un lato essa incarna l’atto di profonda adorazione verso il Figlio di Dio presente nel Sacramento eucaristico – che calpesterà idealmente quei tappeti preparati con devozione –, dall’altro genera una feconda rigenerazione urbana. Creare spazi di bellezza significa educare lo sguardo e il cuore, poiché la bellezza, come ricordava la grande tradizione cristiana, è manifestazione stessa di Dio e a Lui conduce.
Dietro la magnificenza dei quadri floreali si nasconde l’opera silenziosa, entusiasta e corale che dura da settimane. La macchina organizzativa è il vero miracolo di comunità: un lavoro preparatorio che ha visto impegnati per parecchi giorni tantissimi volontari delle parrocchie dell’Unità Pastorale del centro storico. Una sinergia splendida che ha visto cooperare fianco a fianco le famiglie di via Alberto Mario, l’Associazione Settimana Santa Aragonese e il Comitato Feste della Madonna del Rosario. Questa convergenza di forze dimostra come la pietà popolare sia ancora oggi un formidabile motore di coesione sociale e di annuncio cristiano.
I meravigliosi pannelli dell’Infiorata saranno offerti alla contemplazione dei fedeli e dei turisti a partire dalle prime ore del mattino di domenica 7 giugno. Le opere rimarranno visibili per l’intera giornata, fino a sera, quando il corteo processionale con il Santissimo Sacramento coronerà la solennità, sigillando con la benedizione solenne una giornata in cui Aragona si sarà fatta essa stessa riflesso dello splendore divino.

















