Burgio, dopo 16 anni riaperta al culto la Chiesa B.M.V. del Carmelo

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Giorno 8 settembre 2021, memoria liturgica della Natività della Beata Vergine Maria, nel comune di Burgio, è stata riaperta al culto,  dopo 16 anni di chiusura, la Chiesa BMV del Carmelo. A presiedere l’Eucarestia l’arcivescovo mons. Alessandro Damiano, presenti le massime autorità civili e militari del territorio, il Prefetto Maria Rita Cocciufa, il comandante Provinciale dei Carabinieri, colonnello Vittorio Stingo, il Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento Michele Benfari,  il sindaco di Burgio Franco Matinella, quello di Villafranca Sicula Domenico Balsamo; a concelebrare l’arciprete Davide La Corte, padre Catalanotto, Scilabra, Di Leonardo, Trizzino e Sutera. Durante la Messa, ci dice don Davide, la comunità ha voluto pregare e stringensi attorno alla famiglia Di Leo, colpita dal lutto per la perdita di Gianvito di 18 anni morto in un incidente stradale, tra Burgio e Lucca Sicula, nella notte di sabato scorso. Anche il comitato della Madonna del Carmelo, in segno di rispetto e solidarietà alla famiglia, la mamma di Gianvito è originaria di Burgio,  ha sospeso i giochi pirotecnici in programma.

La Chiesa del Carmine

“La chiesa, ci dice la dott.ssa Domenica Brancato, storica dell’Arte dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, è stata oggetto di una campagna di lavori condotti nel corso del 2018-19 a cura della Soprintendenza BBCCAA di Agrigento, con il finanziamento del Fondo Edifici di Culto, con la quale sono state restaurate le coperture, consolidate le murature perimetrali e interventi di risanamento delle superfici interne. La comunità ecclesiale di Burgio, a completamento dei lavori già eseguiti, ha provveduto recentemente alla riqualificazione dell’aula liturgica con la riconfigurazione degli altari laterali e la ricollocazione delle opere artistiche della Chiesa, temporaneamente custodite presso la Chiesa Madre di Burgio.

La chiesetta BMV del Carmelo, che oggi ritorna a risplendere, racconta secoli di storia della vita ecclesiale del territorio di Burgio. Nel 1538 il carmelitano p. Pasquale da Mazzarino fonda a Burgio un convento presso la chiesa di S. Sebastiano, con l’autorizzazione del vescovo don Pietro d’Aragona e la munificenza di don Alonzo de Cardona, signore del luogo.

La chiesa venne dedicata alla Madonna del Carmine e collegata al nuovo convento trasformando una delle cappelle laterali in vano di passaggio verso la galleria porticata del chiostro realizzato lungo il fianco meridionale dell’antica chiesa.

La chiesa ha un impianto a nave unica. L’area presbiterale è separata dall’aula da una balaustrata che si imposta sul gradino continuo che divide i due spazi. I paramenti laterali della chiesa sono definiti da un ordine costituito da gruppi di paraste sormontate da capitelli compositi che reggono la cornice trabeata; al di sotto della cornice gli archi che delimitano le specchiature con le cornici in stucco e gli altari laterali.

La navata è coperta da una volta a botte con lunette, Il cielo della volta è occupato da un dipinto contornato da una cornice polilobata. Il presbiterio è coperto da un catino absidale a forma di calotta emisferica, rivestita da stucchi e dipinti. Il pavimento interno è realizzato con mattoni in graniglia di cemento.

Gli altari laterali, definite nella campagna di lavori di ammodernamento che la Chiesa riceve nel 1750, definiti da semplici cornici in stucco contenenti tele e statue. Modificati nel corso di un ventennio tra il 1970 -1990 da altri rivestimenti, diversi tra di loro dal punto di vista materico, hanno alterato l’unitarietà della Chiesa.

Oggi i lavori di restauro conservativo hanno recuperato l’unità potenziale dell’edifico sacro, rispettandone la sua storicità, restituendo alla comunità ecclesiale un prezioso gioiello dell’architettura sacra locale, testimonianza rappresentativa dell’operosità dell’Ordine Carmelitano nel territorio di Burgio”.

il sindaco Matinella ha parlato della riapertura come di “ un importantissimo obiettivo raggiunto, che ridà nuovamente centralità e slancio non solo ad un quartiere, “U Carminu”, ma a tutta la comunità di Burgio”.

 

 

 

 

 

 

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