Canicattì ricorda mons. Angelo Ficarra

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Per la comunità di Canicattì è motivo di gratitudine e occasione di riconoscenza fare memoria di mons. Angelo Ficarra, arciprete di Canicattì (1919-1932) e Vescovo di Patti (1936-1957). Nell’anniversario della sua ordinazione episcopale, il 22 novembre 2023, nella Chiesa Madre di Canicattì, alle ore 19 si terrà una solenne concelebrazione presieduta da mons. Salvatore Muratore vescovo emerito di Nicosia. In preparazione all’evento, il 21 novembre al Centro culturale San Domenico di Canicattì alle ore 18 si terrà un incontro dal titolo: “Per conoscere mons. A. Ficarra” con la partecipazione di don Nazzareno Ciotta e del prof. Gaetano Augello. È doveroso tramandare la memoria riscoprendo ed evidenziando soprattutto la santità che ha caratterizzato ed è stata una costante della vita di mons. Ficarra.  

Nativo di Canicattì, studente modello del seminario di Agrigento, ordinato sacerdote il 12 luglio 1908, viene ammesso come alunno nel collegio dei santi Agostino e Tommaso; nel 1914 consegue la laurea in lettere classiche con una brillante tesi su San Girolamo; viene quindi nominato docente di lettere classiche nelle scuole statali. Arciprete di Canicattì dal 1919 al 1932, da parroco veramente zelante, opera proficuamente nella formazione liturgico-catechistica, nella realizzazione di opere educative e sociali finalizzate all’istruzione e alla formazione cristiana del popolo. Nasce l’oratorio festivo, la conferenza di San Vincenzo de Paoli con le suore e le Dame della carità, l’Azione Cattolica con il circolo Domenico Savio, la compagnia delle Orsoline, vengono costruite nuove chiese. 

Mons. Peruzzo nel 1934 lo vuole al suo fianco e lo nomina vicario generale. Nell’ottobre 1936 viene eletto vescovo di Patti e consacrato il 22 novembre. Per 22 anni opera in questa diocesi da maestro e fratello mirando alla formazione umana e cristiana del suo gregge e avendo come obiettivo la santificazione delle persone e della comunità. Ogni sua parola e ogni suo gesto sono ricchi di tanta umanità e di tanta responsabilità: lo attestano le testimonianze di chi gli vuole bene.

Purtroppo, non sempre compreso e accettato, mons. Ficarra conclude la sua attività pastorale di vescovo con una vicenda incresciosa e dolorosa, ancora da capire e da chiarire.

Viene posto a riposo nell’agosto del 1957, quindi ritorna a Canicattì ove trascorre le sue giornate nella preghiera, negli incontri con le persone che a lui si rivolgono per consigli e confidenze, coinvolto dai sacerdoti nelle solenni celebrazioni e in varie attività pastorali. Vive convinto che “anche da Canicattì si può andare in paradiso” e, per condurlo in paradiso, lo visita sorella morte il 1 giugno 1959, festa di sant’Angela Merici. In attesa della risurrezione finale, riposa nella chiesa Madre di Canicattì e alla sua tomba si accostano fedeli anche venuti dai vari paesi. La celebrazione del 22 novembre vuole essere occasione per un doveroso giusto riconoscimento delle virtù e dei pregi nascosti e non comuni, del vescovo “Dotto e Santo”, che spetta a quanti lo hanno conosciuto ed apprezzeto conservare, valorizzare in questo nostro tempo e tramandare come insegnamenti da seguire e vivere. 

Lillo Montanti

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  • In occasione del ricordo di mons. Ficarra, offriamo ai nostri lettori la pagina del nostro settimanale in occasione del 50° dalla morte (pubblicata sul n.19 del 24 maggio del 2019.

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