Celebrazione del Matrimonio: le indicazioni liturgico-pastorali dell’Arcivescovo Francesco Montenegro

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Nella foto: Giuseppe Mazzarese, Sposalizio della Vergine, olio su tela, 1796, Naro - Chiesa San Francesco

L’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro,   ha consegnato alla Chiesa agrigentina,  il 19/11/2019, memoria di San Giacinto Giordano Ansalone, un sussidio,  “Celebrare con arte e bellezza il sacramento Nuziale”, con delleindicazioni liturgico-pastorali per la celebrazione del sacramento del Matrimonio”.

“Il presente sussidio  che consegno alla nostra Chiesa diocesana – scrive l’Arcivescovo –  si inserisce nel cammino ecclesiale che stiamo compiendo. Il presente testo va ad integrare alcune indicazioni normative celebrative e pastorali che già nel Vademecum Liturgico-Pastorale  vi avevo indicato”. Il documento è frutto del lavoro del Centro per il Culto e la Liturgia collaborato dal Centro per l’Evangelizzazione e da persone competenti in materia. “La prossimità, come – continua l’Arcivescovo –  ci ricorda papa Francesco, è uno stile che dobbiamo imparare e mettere in atto nelle nostre scelte concrete, in particolare verso la realtà familiare. Il cammino pastorale, come sempre vi ho detto, può paragonarsi a un cantiere aperto, dove nel discernimento continuo e nell’ascolto dello Spirito di Dio, proviamo a comprendere quali passi compiere per incarnare il Vangelo della Famiglia.  Nel nostro cammino ecclesiale la famiglia e quanti si preparano a formarla sono stati sempre oggetto di attenzione e di azione pastorale. Per esempio, nell’anno pastorale 2017-2018 – essendo il tema “Abitare la comunità” – vi ho chiesto di avere un’attenzione particolare per le famiglie presenti nel territorio della vostre comunità di appartenenza, certo non per sapere il numero dei residenti, ma per conoscere e riconoscere la reale situazione in cui versano le nostre famiglie, perché come ci ricorda il Concilio “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffronosono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (GS 1). Con l’Incarnazione del Verbo di Dio tutto l’umano è stato assunto, eccetto il peccato, e la Chiesa non può non fare sue le istanze che emergono come pro-vocazione dalla vita degli uomini e delle donne di oggi. Questo strumento – continua –  che prende in considerazione non solo la celebrazione del Matrimonio, come festa da celebrare e vivere, desidera essere un sussidio che permette ai vari operatori pastorali a rimettere al centro la Famiglia, accompagnandola nel cammino che essa compie dalla preparazione previa, alla celebrazione, alla vita che è chiamata a condurre nella fedeltà e nell’amore. Infatti, in questo tempo facciamo fatica, come ci ricorda papa Francesco, «a presentare il matrimonio più come un cammino dinamico di crescita e realizzazione che come un peso da sopportare per tutta la vita» (AL 37). La sfida e l’opportunità che oggi ci è chiesta – continua –  è di annunciare il Vangelo partendo dalla vita familiare o meglio ancora, dal cammino di fidanzamento o da quando ci viene chiesto di celebrare il matrimonio cristiano. La nostra attenzione, inoltre, va anche rivolta alle famiglie che vivono situazioni di fragilità per far sperimentare la nostra prossimità e vicinanza e così farle sentire parte integrante delle nostre comunità. Questo sussidio – conclude –  desidera innescare un percorso virtuoso che aiuti a recuperare la bellezza della vita familiare, attraverso le varie fasi: dalla preparazione alla sua celebrazione fino al cammino quotidiano che sarà chiamata a compiere”.

 

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