Dedicazione Cattedrale, Damiano:”È la nostra presenza che rende vivo questo tempio”

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Mercoledì 6 settembre 2023, la Chiesa agrigentina ha celebrato la Festa della Dedicazione della Basilica Cattedrale San Gerlando. Molto probabilmente, l’edificio che eresse san Gerlando, dovette coincidere con l’attuale transetto. La nuova Cattedrale fu dedicata da Gerlando alla Beata Maria Vergine Assunta, a San Giacomo Maggiore (perché Agrigento era tornata cristiana il 25 luglio 1086) ed a tutti gli altri apostoli. Solo nel 1305 venne dedicata anche a San Gerlando.

A presiedere l’Eucarestia l’Arcivescovo Alessandro che durante l’omelia, riprendendo la Parola proclamata, al popolo, ai presbiteri e religiosi presenti ha detto:«anche noi veniamo impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (1Pt 2,5). “È la nostra presenza che rende vivo questo tempio, la nostra chiesa Cattedrale. Certo – ha proseguito – è un’opera imponente, ricca di storia, attrazione per i turisti e per gli appassionati di arte, ben venga; le nostre chiese con il loro patrimonio storico artistico sono una formidabile forma di evangelizzazione. Tuttavia, ci ricorda l’apostolo Paolo: «non sapete che siete tempio di Dio e che lo spirito di Dio abita in voi?». Ed è proprio così – ha proseguito – , l’uomo vivente è gloria di Dio; la chiesa Cattedrale di cui  oggi ricordiamo la Dedicazione, sede del Vescovo, rende visibile nello scorrere della storia l’unità della Chiesa diocesana da cui prendono vita tutte le comunità parrocchiali e a cui queste guardano per crescere ed essere confermate nella comunione ecclesiale”. Soffermandosi poi sulla ricorrenza annuale della Festa della Dedicazione ha detto che essa “non è un vezzo, un capriccio, è ritornare insieme, fisicamente a quel “fondamento … che è Gesù Cristo”, a me piace dire: è una esigenza ecclesiale. Una delle modalità per «custodire l’unità dello Spirito”. Mons. Damiano ha successivamente proposto all’attenzione dei presenti due riflessioni: nella prima, citando l’apostolo Paolo ha riletto i recenti fatti di cronaca – Palermo, Caivano, Monreale – che vedono coinvolti adulti e minori: «Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi», “sono parole serie e pesanti ha affermato; tutti i protagonisti di queste vicende sono tempio di Dio, verosimilmente tutti sono stati battezzati, molti cresimati: sono figli nostri; tutti hanno una famiglia, hanno frequentato la scuola, hanno ricevuto una educazione: sono figli della società. Eppure … distrutti e distruttori. Lasciamoci interrogare e provocare alla luce della Parola; c’è chi parla di ‘emergenza educativa’, io voglio osare l’espressione ‘eclissi della coscienza’. Come comunità di credenti – ha proseguito – dobbiamo operare a favore della dignità della persona, che è tempio di Dio, come? L’esortazione paolina, «non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2) mi sembra utile per un progetto educativo da sviluppare nelle nostre comunità.”

Nella seconda riflessione ha richiamato le tre consegne a conclusione del Messaggio di Pentecoste: “Ripartire dalla pace – Consolidare la giustizia – Praticare l’accoglienza”. « Buone prassi – ha concluso –  da vivere nelle nostre comunità con stile sinodale e guardando all’anno giubilare 2025.»

Ha, infine, chiesto all’assemblea di pregare per i diaconi Giuseppe, Marco e Salvatore, che il 14 settembre prossimo saranno ordinati presbiteri e formulato gli auguri ai presbiteri che, il 6 settembre, hanno ricordato l’anniversario di ordinazione: don Antonio De Souza, don Enzo Sazio, don Gino Brunetto, don Giuseppe Costanza, don Nino Manno, don. Salvatore Raso, il diacono Giuseppe Tesè. «Il Signore ravvivi il dono dello Spirito che è in loro».

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