È ritornata alla casa del Padre suor Maria Rosaria Borgo

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Maria Borgo prima del suo ingresso in Convento

Il 16 ottobre 2024 ha concluso è ritornata alla casa del Padre suor Maria Rosaria Borgo. Nata il 25 settembre 1930 a Grotte, è stata per tanti anni, apprezzata insegnante di matematica nelle scuole pubbliche di Agrigento. Ha maturato il suo percorso di fede, nella spiritualità Alfonsiana, vicina ai padri Redentoristi di Agrigento, che conosce in occasione di una missione popolare a Grotte e unitamente ad altre studentesse, la futura Madre Margherita Riolo e  Suor Gisella Lupo, scelgono di vivere con più radicalità la conformazione a Cristo povero, casto e obbediente nell’impegno di testimonianza in una vita ordinaria, sotto la guida spirituale di Padre Salvatore Giammusso, provinciale dei Padri Redentoristi e padre Buolone. Tra gli anni ‘70 e ’80 segue e cura, con impegno e dedizione,  la formazione delle ragazze del Centro storico e della città di Agrigento; con loro teneva appuntamenti settimanali di formazione umana e cristiana, ritiri spirituali attorno alla Parola e momenti di approfondimento della spiritualità Alfonsiana; quelli sono anche gli anni dell’impegno nel sociale accanto alla Signorina Garofalo, assistente sociale e punto di riferimento per le famiglie dei quartieri del vecchio centro cittadino.

Sr. Maria Borgo

In tanti ancora oggi ricordano la sua giovialità evangelica che scaturiva dall’incontro con Cristo che aveva cambiato radicalmente la sua vita. Pur essendo benestante, aveva uno stile di vita improntato alla sobrietà e di condivisione del proprio tempo e dei propri beni con chi era nel bisogno.

Dopo la morte dei suoi genitori, sotto la guida del suo confessore, padre Bulone, a 55 anni, fa la scelta di una vita particolare consacrazione e così, “il 28 ottobre 1985 – si legge in una breve comunicazione che ci giunge dal monastero della SS. Annunziata del 2º ordine domenicano di Marradi Firenze – le furono aperte le porte del monastero domenicano, dove è rimasta a coronare la sua vocazione desiderata. Era ben voluta da tutti, amava lavorare a uncinetto e dava lezioni di ripetizione ai ragazzi. Ha trascorso i suoi ultimi 10 anni in sofferenza, su una sedia a rotelle sempre serena e gioiosa con le sue consorelle e le rassicurava in ogni momento; è stata una suora semplice, nascosta e obbediente fino alla morte”.

Carmelo Petrone

(cfr. LdP n.3/2025)

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