Giornata Mondiale Pace, un papà e la figlia commentano il messaggio del Papa: “Intelligenza artificiale e pace”

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(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Papa Francesco, ha dedicato il messaggio per la 57ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2024, al tema “Intelligenza artificiale e pace”. (leggi qui il messaggio) A commento del testo del Papa pubblichiamo il contributo congiunto di un papà, Giuseppe Cannella, avvocato esperto in nuove tecnologie e della figlia, Arianna Cannella, studentessa universitaria facoltà di Relazioni Internazionali – Università Cattolica.

Arianna e Giuseppe Cannella

Il Papa – scrivono – ci ricorda come lo sviluppo tecnologico debba sempre essere al servizio dell’uomo e come questo mai debba essere strumento contro il bene comune.

Se oggi l’intelligenza artificiale (AI) è sotto i riflettori dell’opinione pubblica, provocando in alcuni casi reazioni di meraviglia, non bisogna dimenticare i rischi che la stessa comporta per le persone e per la loro pacifica convivenza.
Per prima cosa bisognerebbe riflettere sul fatto che l’AI. sia un prodotto dell’essere umano e per questo, ancora per il momento, essa sia sotto il controllo del suo creatore.
La questione fondamentale è un’altra, questa tecnologia è in mano ad una ristretta cerchia di players che, tramite essa, potrebbero potenzialmente influenzare e condizionare l’intera umanità.
Tenendo in considerazione queste premesse – Giuseppe e Arianna – si soffermano su due questioni che, a loro avviso, sono da approfondire:

  • da una parte, la necessità di identificare un’etica o, per dirlo meglio, di un’algoretica.
  • Dall’altra, individuare regole internazionali condivise globalmente.

Le norme internazionali dovranno mirare a due obiettivi: impedire ai singoli Stati di utilizzare l’intelligenza artificiale contro i diritti fondamentali degli uomini, per esempio, non utilizzarla per realizzare armi da guerra ancora più letali, o per limitare la libertà e la democrazia. Un secondo obiettivo, sarebbe quello di definire norme rivolte direttamente alle società che realizzano e utilizzano l’intelligenza artificiale, su scala globale, avendo tali soggetti il notevole potere di condizionare e controllare le persone.
Alcuni stati sono intervenuti con il fine di regolare l’intelligenza artificiale. La Cina, nell’agosto del 2023, ha adottato un regolamento che ha come obiettivo la tutela dello Stato rispetto a chi realizza e gestisce l’IA. Prima ancora, L’Unione Europa, si è dedicata a definire un regolamento basato sul concetto di rischio accettabile, avendo come primo obiettivo la tutela dei diritti fondamentali. Tale approccio, peraltro, è stato criticato d’alcuni, ritenendolo troppo restrittivo poiché avrebbe potuto comportare un potenziale limite allo sviluppo di un mercato europeo specializzato in tali tecnologie. Anche oltreoceano, il presidente Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo che intende guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Le Nazioni Unite hanno nominato una commissione di 38 esperti, il cui lavoro è iniziato alla fine del 2023 e si concluderà a fine 2024. Di questo gruppo ristretto fa parte, unico italiano, il francescano Paolo Benanti. La Commissione ha fissato, al momento, i cinque punti sui quali si dovrà trovare un accordo condiviso da tutti i Paesi del mondo (Cina compresa).
Come ci ricorda Papa Francesco, non possiamo non avvertire l’urgenza di limitare l’utilizzo di questa tecnologia nei campi nei quali questa potrebbe essere utilizzata impropriamente e con fini che danneggiano il benessere comune.
Mentre, l’intelligenza artificiale può e deve essere utilizzata, come già avviene in molti casi, per migliorare le cure sanitarie e la qualità del lavoro, per gestire al meglio le risorse naturali, per incentivare l’agricoltura.
Considerato che – concludono – lo sviluppo tecnologico non deve essere fermato, anzi, deve essere incentivato per contribuire al bene comune, facciamo nostro l’auspicio e la preghiera di Papa Francesco “Che il rapido sviluppo di forme di intelligenza artificiale non accresca le troppe disuguaglianze e ingiustizie già presenti nel mondo, ma contribuisca a porre fine a guerre e conflitti, e ad alleviare molte forme di sofferenza che affliggono la famiglia umana”.

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