Giubileo dei Poveri: Aiutare il povero è questione di giustizia – intervista con Valerio Landri direttore di Caritas

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(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

(di Marilisa Della Monica) «Sei tu, mio Signore, la mia speranza» (Sal 71,5). È il versetto che accompagna la IX Giornata Mondiale dei Poveri, nel cuore dell’anno giubilare, come un invito a gettare di nuovo le ancore della nostra fede nelle profondità della vita reale, dove abitano le fragilità e germoglia la speranza. Il tema scelto da Papa Leone XIV richiama ciascuno a riconoscere che la povertà non è un incidente della storia, ma un luogo teologico, un incontro possibile con il volto di Dio che si fa compagno di strada dei più piccoli. Ricorda il Papa nel suo messaggio: I poveri non sono un diversivo per la Chiesa, bensì i fratelli e le sorelle più amati, perché ognuno di loro, con la sua esistenza e anche con le parole e la sapienza di cui è portatore, provoca a toccare con mano la verità del Vangelo. Perciò la Giornata Mondiale dei Poveri intende ricordare alle nostre comunità che i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale.

Quest’anno, la Giornata coincide con il Giubileo dei Poveri, e diventa per ogni comunità un tempo di grazia per “cercare, conoscere, animare e promuovere i segni di speranza” già presenti nei nostri territori: luoghi e relazioni dove la carità si fa annuncio, educazione, giustizia e possibilità di vera trasformazione sociale.

Nella nostra Diocesi il Giubileo verrà celebrato sabato 15 novembre e vi prenderanno parte oltre ai volontari della Caritas diocesana e di tutte le Caritas parrocchiali anche i volontari delle associazioni che, nel territorio diocesano, si occupano di carità.

Valerio Landri direttore di Caritas diocesana Agrigento

Per parlarci di questo particolare momento di fraternità abbiamo incontrato il direttore di Caritas diocesana, Valerio Landri.

Nella giornata del 15 novembre Caritas diocesana con le sue Caritas parrocchiali si ritroveranno con le associazioni che si occupano di Carità per celebrare il loro Giubileo, una rete di persone che si spende per gli altri affinché abbiano una vita dignitosa. Quante le persone che Caritas segue e aiuta?

Il 15 novembre vivremo il Giubileo della Carità. Saranno presenti, oltre alle Caritas parrocchiali/cittadine esistenti in Diocesi, anche tutte le organizzazioni di volontariato di ispirazione cristiana che ogni giorno offrono il loro servizio a vantaggio dei più fragili. È una rete molto ricca, segno della sensibilità del nostro territorio, che copre i più diversi ambiti: dal contrasto alle povertà economiche, al sostegno socio-sanitario, dal supporto alle solitudini al contrasto alle dipendenze, dal supporto alla Vita che nasce al contrasto alla violenza di genere, dall’accoglienza dei migranti all’accompagnamento dei carcerati e molto altro ancora.

La sola nostra Caritas Diocesana, nel corso del 2025 ha registrato circa 4.000 accessi al Centro di Ascolto diocesano, con interventi economici per oltre 300mila euro. A ciò si aggiungono i servizi di accoglienza presso le due strutture Casa Rahab e Locanda di Maria, i servizi di ascolto e orientamento, i contributi offerti alle Caritas parrocchiali. L’impegno annuo di Caritas Diocesana Agrigento, che ad oggi non riceve alcun contributo pubblico, è di oltre 700mila euro, coperti in gran parte dai Fondi 8xmille e da esigui contributi di privati.

La rete delle associazioni in ambito caritativo è possibile?

Il lavoro di rete non solo è possibile, ma è necessario. La varietà delle organizzazioni esistenti garantisce una varietà di competenze che vanno messe in rete nell’interesse dei più fragili. Esiste già una serena collaborazione con alcune delle realtà presenti sul territorio, particolarmente nei servizi offerti ai giovani e ai migranti.

Quali aiuti vi provengono dagli enti locali?

Purtroppo, contrariamente a quanto avviene in altri contesti territoriali, la nostra Caritas Diocesana non beneficia di alcun contributo pubblico per la gestione dei suoi servizi. Mense, Strutture di accoglienza, Servizi per i detenuti, Sportelli di orientamento al lavoro e Servizi per l’orientamento e l’inclusione sociale dei migranti sono portati avanti senza contributi pubblici, ma solo grazie a progettualità che la nostra Caritas Diocesana riesce a presentare ad Enti diversi tramite il suo braccio operativo, la Fondazione di religione e di culto Mondoaltro.

Povertà: ha ancora senso questa parola nella nostra Diocesi?

Che la provincia agrigentina sia tra le più povere d’Italia è un dato di fatto, purtroppo. Non ci si riferisce solamente alle povertà tradizionalmente intese (mancanza di alimenti o difficoltà nel pagamento di affitti e utenze), ma anche alle forme di povertà che negli ultimi anni stanno emergendo: solitudini, fragilità mentali, disoccupazione, disabilità, dipendenze, disorientamento dei giovani. Proprio l’anno scorso Caritas Diocesana Agrigento ha pubblicato il Sussidio «Riflessioni dal basso. Verso una teologia della Povertà» in cui ha provato a disegnare il complesso quadro della multifattorialità delle povertà odierne.

Parlare di povertà è dunque necessario oggi più che mai, perché è una dimensione che ci accomuna tutti e ci spinge a ripensare le nostre Comunità perché siano sempre più inclusive e fraterne.

 

Il sussidio diocesano “La speranza non delude”, riflessioni dal basso (Scarica)

In occasione del Giubileo, sarà distribuito il sussidio diocesano “La speranza non delude”, riflessioni dal basso. “L’idea di mettere mano a questo sussidio – scrive il direttore di Caritas diocesana sul sito di Caritas Agrigento –   nasce dal desiderio di rileggere la dimensione della povertà con occhi nuovi, partendo proprio dallo sguardo di quegli “ultimi” che portano addosso la scomoda etichetta della povertà. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di porre nella nostra Diocesi le basi per una Teologia della Povertà che parta «dal basso», capace di rileggere la fragilità in chiave sapienziale e riconoscere nel “povero” un vero luogo teologico e interpretare il concetto di “povertà” con lucidità non retorica: cos’è la povertà? È davvero un valore assoluto o un male da arginare? C’è coincidenza fra «povertà sociale» e «povertà evangelica»? Ci si propone dunque di contribuire all’avvio di una riflessione pastorale sul concetto della «povertà» oggi, nell’attuale contesto sociale della nostra Diocesi, grazie al coinvolgimento dei volontari delle Caritas parrocchiali, degli operatori diocesani, dei referenti di altre importanti realtà caritative, di teologi e di beneficiari dell’attenzione pastorale Caritas. Ci sembra che tale obiettivo sia in piena sintonia con il suo Messaggio per la VI Giornata Mondiale del Povero (2023) in cui il Santo Padre sviluppa il tema della «povertà che libera» come valore, distinguendola dalla «povertà che uccide».

Guarda qui il video di presentazione