Il linguaggio delle nuove generazioni: l’incontro per docenti ed educatori

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Nella Chiesa di San Gregorio ad Agrigento si è svolto l’incontro di formazione per gli insegnanti di religione cattolica e gli educatori dell’Arcidiocesi dal titolo “Il linguaggio delle nuove generazioni” . L’evento ha avuto come relatore il dottor Carmelo Impera, psicoterapeuta, pedagogista, consacrato secolare e direttore dell’Oasi Don Bosco, una comunità di Ragusa che dal 2002 si dedica alla missione per i giovani e le famiglie in difficoltà. Dopo il saluto dell’Arcivescovo Alessandro Damiano, che ha messo in evidenza il valore dell’incontro, e il momento di preghiera condotto da don Enzo Sazio, direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Insegnamento della Religione Cattolica e organizzatore dell’evento, è intervenuto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale IV – Ambito Territoriale di Agrigento, Alberto Petix. Quest’ultimo ha auspicato una profonda collaborazione tra le diverse agenzie educative per contrastare e, soprattutto, prevenire il fenomeno del disagio giovanile. Nel suo intervento, Carmelo Impera ha evidenziato come la famiglia, la scuola e la Chiesa rappresentino i pilastri fondamentali in cui i ragazzi devono apprendere la grammatica delle relazioni, dei sentimenti e delle emozioni.

(ph. Carmelo Petrone)

Il relatore ha ricordato come il Verbo si sia fatto carne, affermando così l’importanza del linguaggio e della parola che nasce dalla relazione tra le persone della Santissima Trinità e tra Dio e gli esseri umani. Ha spiegato che il modo più efficace per comunicare, in particolare con i ragazzi che vivono situazioni di disagio, consiste nel mostrare il proprio volto e nel condividere le proprie fragilità per creare intimità. Per essere autorevoli e credibili con le nuove generazioni occorre infatti agire con umiltà e senza giudicare, poiché le ferite mostrate diventano squarci da cui entra la luce e, dunque, stigmate che convertono il mondo. Impera ha concluso ribadendo che essere docenti significa restituire la gioia a chi l’ha persa, anelando alla santità per essere felici. Per questo motivo, la tecnica più efficace per insegnare è quella del “dolce, amaro, dolce”: apprezzare i ragazzi, far notare ciò che non va con delicatezza e ricordare loro che sarebbero ancora più belli se migliorassero, senza mai ricorrere alla condanna. (Irene Catarella)

Il relatore Carmelo Impera (ph. Carmelo Petrone)