Italia Nostra-Agrigento segnala plastiche agricole bruciate nelle campagne

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(foto da www.italianostra.org)

La presidente di “Italia Nostra”,  Associazione per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione,  Sez. di Agrigento, avv. Adele Falcetta – in una nota inviata al Sindaco del Comune di Agrigento, al Direttore Sanitario dell’ASP di Agrigento, Al Prefetto di Agrigento, al Questore di Agrigento e al Comandante Provinciale dei Carabinieri – segnala, facendosi voce di diversi cittadini,  come quotidianamente in diverse zone della città (in particolare il Villaggio Mosè, nelle cui vicinanze insistono diverse serre) si rileva il fenomeno di un acre odore di plastica bruciata. “Nel pomeriggio di ieri (20 agosto per chi legge), a quanto ci è stato riferito, è stato anche possibile scorgere un intenso fumo, accompagnato dal suddetto odore, in contrada “Pitarri”. In questa occasione vi è stato un intervento dei Vigili del fuoco.  Nella maggior parte dei casi – continua la Presidente, , quanto sopra segnalato è dovuto a un comportamento gravissimo e criminoso: per far luogo a nuove coltivazioni vengono bruciate le coperture in plastica delle serre, metodo “sbrigativo” per evitare l’impegno, anche economico, dello smaltimento di tale materiale.  I danni prodotti all’ambiente e alla salute delle persone – continua –  sono gravissimi: la combustione della plastica produce diossina ed altre sostanze tossiche, con conseguente inquinamento dell’aria (pensiamo a coloro che, vivendo in zone limitrofe, sono costretti ad aspirare troppo spesso le esalazioni tossiche) e dei terreni. Danni che spiegano i loro effetti anche nel lungo periodo.

Torniamo dunque – conclude Adele Falcetta –  a segnalare il problema, chiedendo alle Autorità in indirizzo, ognuna per le proprie competenze, di attuare tutto quanto necessario per arrestare il fenomeno, attraverso stringenti controlli ed aspre sanzioni. Nel contempo sollecitiamo la cittadinanza a denunciare senza esitazione siffatti comportamenti, che sono penalmente rilevanti; non mancherà l’appoggio della nostra Associazione che, in presenza dei presupposti di legge, si riserva di costituirsi parte civile in caso di individuazione dei responsabili”.

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