Uff. Famiglia (CESi: Un laboratorio di studio per le Famiglie di Sicilia

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(foto chiesedisicilia.org)

È con un progetto sperimentale, un vero e proprio “Laboratorio di studio in Pastorale Familiare e ricerca di pratiche virtuose” che l’Ufficio per la Famiglia della Conferenza episcopale siciliana (CESi) riprenderà a settembre le proprie attività. Assai più di un’idea, il progetto sarà un “luogo di formazione in Pastorale familiare” e di “individuazione di percorsi attuabili” nelle Diocesi e nelle parrocchie. “Percorsi già esistenti – spiegano Rosmarì e Vito Di Leo, responsabili dell’Ufficio regionale CESi per la famiglia – e percorsi non ancora pensati: una fucina aperta ad operatori pastorali, individuati nelle Diocesi, che, dopo una formazione comune, sperimentino e pensino un metodo di intervento specifico in un determinato ambito”.

Spiegando l’origine e l’esigenza del progetto, i coniugi Di Leo spiegano che “i vescovi hanno dato fiducia alla commissione di Pastorale familiare nella ricerca di percorsi nuovi che sentiamo la necessità di compiere. Oltre a essere una esigenza del nostro tempo – aggiungono -, è anche una richiesta forte contenuta in Amoris Laetitia. Abbiamo voluto pensare allora ad una formazione mirata ad alcuni ambiti della Pastorale familiare, in base alle priorità espresse dalle Diocesi siciliane. Si tratta – per i responsabili dell’Ufficio famiglia – di ambiti in cui ogni parrocchia può pensare di investire. Rimanda prioritario un approccio spirituale – spiegano -, che offra luce per le diverse situazioni che le famiglie si trovano ad affrontare e questo tipo di approccio è sentito come prioritario anche dai nostri pastori”.

Il percorso, allora, presentato nel dettaglio in una pagina web dedicata, si presenta suddiviso in tre macro aree: “Ti Rinnoverà con il suo amore (Sof 3,17)” che approfondisce percorsi di spiritualità familiare nei cicli di vita; “La piccola sorgente che divenne un fiume (Est 10,3)”, sulla propedeutica all’amore e alla Vita, per una “sorta di nuovo catecumenato”; “Trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza (Os 2,17)”, che “come un ospedale da campo” tratterà dei “Semi del Verbo e situazioni imperfette”.

“Le lezioni saranno tenute da tutor professionisti, ‘esperti’ in specifici ambiti, individuati dalle Diocesi, in base alle risorse presenti sul territorio. Potremmo dire – spiega don Antonio Carcanella, direttore dell’Ufficio regionale CESi per la Famiglia – che ognuno ha offerto le risorse che ha, a beneficio di tutte le altre Chiese della regione. In queste modo le risorse risultano moltiplicate e i cammini che nasceranno si influenzeranno reciprocamente: ciascuna Diocesi sarà arricchita dalle risorse delle altre”. Per iscriversi e partecipare alla formazione c’è tempo dal primo settembre al 20 novembre. Il “Laboratorio di studio in Pastorale familiare e Ricerca di pratiche virtuose” è aperto a operatori pastorali, in fieri oppure già impegnati, in diverso modo, nel campo della famiglia. Devono essere presentati dalle Diocesi in cui operano ed avere l’opportunità di sperimentare sul proprio territorio quanto pensato nel percorso. Saranno gli operatori pastorali a rivolgersi, poi, ai destinatari ultimi del progetto. È possibile avere informazioni utili e interagire con gli organizzatori attraverso la pagina Facebook relativa al progetto.

C’è anche una brochure che indica dove, quando, con quale stile “formarsi per formare, accompagnare, discernere, nelle bellezza di camminare insieme“. Contiene anche la struttura dettagliata del percorso.

Il progetto è nato allorché la commissione regionale dell’Ufficio – del quale mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani, è delegato – aspirando ad un processo di conversione pastorale, ha provato ad intercettare modalità e percorsi – nuovi o già esistenti- che offrissero a questo tempo, il messaggio antico e sempre nuovo di Gesù, secondo le indicazioni del magistero ecclesiale.

Dopo una consultazione al suo interno, tra responsabili diocesani, e con membri esterni, che ha riguardato 20 ambiti della Pastorale familiare, è emerso “il bisogno di attuare un affiancamento delle famiglie nella quotidianità: ogni famiglia ha bisogno di condividere con altre famiglie la sua quotidianità con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue ansie e le sue risorse. Nessuna famiglia riesce a vivere da sola”. Per farlo e farlo bene occorre essere preparati, così la formazione è stata considerata “una forte esigenza: in molti degli ambiti esplorati si evince un grande bisogno di formazione, che provi ad offrire opportunità di attuazione pastorale nelle Parrocchie. Si avverte la necessità di riadattare i canoni ecclesiali alle sfide attuali, non rimanendo arroccati a vecchie pratiche, forse ormai svuotate di senso. Provando, insieme, a tracciare strade nuove che rispondano alle sfide odierne. In una collegialità”.

Per armonizzare “l’esigenza di ricerca di percorsi comuni e di formazione inerente ad essi” con le difficoltà relative ai costi e alle distanze che questo comporta, si è pensato alla formazione a distanza (FAD), che “offre l’opportunità di rendere estremamente flessibile l’approccio: tempi e luoghi stabiliti dagli utenti; pochi gli appuntamenti residenziali”.

Scarica la Brochuere con le info

 

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