S.Giovanni Gemini ricorda madre Maria Enrichetta nel 100° dalla morte

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Il 26 agosto 2020 ricorrerà il 100° anniversario dalla morte di madre Maria Enrichetta Incannella da San Giovanni Gemini, vicaria generale per dieci anni delle suore domenicane missionarie di San Sisto, avvenuta a Roma il 26 agosto 1920.  A pochi giorni dal centenario,  pubblichiamo  il ricordo,  a cura del seminarista Francesco Traina,  che – come lui stesso ci racconta – durante il periodo di lockdown,  ha avuto modo di approfondire la figura umile ma al tempo stesso straordinaria di questa sua concittadina, soprattutto attraverso lo studio dell’unica biografia esistente, pubblicata dallo studioso domenicano Padre Enrico Vacas Galindo nel 1931.

Frontespizio della biografia

“Rimasto affascinato dalla vita di madre Enrichetta – ci dice –  ho subito preso i contatti con la madre generale della congregazione, che torno a ringraziare, spedendole una copia della biografia, ciò ha permesso una riscoperta di questa figura già nota nell’Istituto”.  

La Biografia

Madre Maria Enrichetta Incannella nacque a San Giovanni Gemini il 20 febbraio 1873, nell’attuale via Filangieri al civico 13 (foto a sinistra), da Francesco e Rosalia Teresa Alessi, primogenita di tre figli, fu battezzata il giorno seguente nella chiesa madre del paese col nome di Maria Carmela. Sin da bambina manifestò chiari segni di vocazione alla vita religiosa, era molto incline alla preghiera ed amava ritirarsi nella chiesetta di  Santa Lucia, vicina alla casa paterna. All’età di diciotto anni, superate alcune difficoltà familiari, decise di entrare nella congregazione delle suore domenicane del Sacro Cuore, fondate a Scicli nel 1883 dal domenicano cammaratese Padre Timoteo Longo.

Fece la professione semplice nelle mani del fondatore il 3 aprile 1893 nel convento di Ispica, prendendo il nome di Maria Enrichetta. In questo istituto visse dal 1891 al 1902 lasciando traccia di virtù singolari. Nel 1902 fu attuata un’unione ad experimentum tra la congregazione fondata da padre Longo e la congregazione delle suore domenicane missionarie di San Sisto, fondata a Roma nel 1893 dalla venerabile madre Antonina Lalìa da Misilmeri, avvenne perciò uno scambio tra le religiose delle due congregazioni e madre Enrichetta fu destinata alla casa madre di Roma, lì fece la professione solenne nella mani della fondatrice. Dopo breve tempo l’unione tra le due congregazioni s’interruppe e madre Enrichetta, per un disegno provvidenziale che solo in seguito sarà chiarito, rimase nella congregazione di madre Lalìa. Nella nuova congregazione visse inizialmente un periodo d’incomprensione, da parte sua cercava di nascondere i preziosi doni dei quali era arricchita anzi, faceva di tutto per passare inosservata.

Nel 1905 fu mandata dalla fondatrice a Palermo, insieme a cinque consorelle, per dare inizio all’attuale istituto Santa Rosa in corso Calatafimi, lì rimase fino al 1910, vivendo numerosi sacrifici e superando molte ristrettezze economiche date dalla recente fondazione. In quel periodo la congregazione delle domenicane missionarie di San Sisto si trovò a vivere un periodo molto travagliato, tanto che si arrivò persino a parlare di soppressione, con grande dolore della fondatrice madre Antonina Lalìa, la quale in obbedienza si ritirò da Roma trasferendosi a Ceglie Messapica, in Puglia. Con decreto del 9 aprile 1910 del cardinale vicario di Roma Pietro Respighi, fu nominata vicaria generale proprio madre Maria Enrichetta Incannella, ciò destò grande sorpresa da parte di tutti, a causa della vita ritirata vissuta fino ad allora. Durante i suoi dieci anni di governo la congregazione riprese nuovo slancio, tutti rimasero edificati dalla sua esemplarità di vita e l’istituto tornò a rifiorire. Purtroppo, dopo dieci intensi anni al servizio della congregazione, le fu diagnosticato un fibroma, vivendo così l’ultimo tratto della sua vita nella sofferenza. Madre Maria Enrichetta Incannella si spense a soli quarantasette anni a Roma, il 26 agosto 1920, a seguito di un disperato intervento chirurgico. Le sue spoglie riposano al cimitero del Verano.

Il ricordo della sua santità di vita continua a vivere nello spirito delle suore domenicane missionarie di San Sisto che, a cento anni dalla morte, su iniziativa della madre generale, la ricorderanno con una S. Messa in tutte le case della congregazione sparse nel mondo.

Anche a San Giovanni Gemini, suo paese natale, sarà ricordata con una Santa Messa celebrata nella chiesa madre alle ore 18:30 nel giorno anniversario.

(Francesco Traina)

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