Lampedusa: Messa interforze, Damiano: «Chi salva una vita salva il mondo intero»

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Foto di gruppo al termine della S. Messa

Venerdì 2 dicembre 2022, nella parrocchia San Gerlando di Lampedusa, l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, ha presieduto la celebrazione della S. Messa interforze, in preparazione al Natale, a cui hanno preso parte le donne e gli uomini delle Forze Armate, Forze di Polizia ed Enti dello Stato di stanza sull’isola di  Lampedusa: Esercito, Capitaneria di Porto, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili , e CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta; con l’Arcivescovo hanno concelebrato don Salvatore Falzone, Cappellano del Comando Legione Carabinieri Sicilia, don Antonino Pozzo, Cappellano del Comando regionale Sicilia Guardia di Finanza e ed i presbiteri di Lampedusa.
Nel  suo intervento omiletico l’Arcivescovo ha ringraziato i presenti per il loro impegno e  commentando la liturgia della Parola, ha ricordato che “la Chiesa, come madre e maestra, durante il tempo d’Avvento nutre il nostro spirito con la Parola di Dio, disponendo le letture bibliche, della celebrazione eucaristica, in una sequenza particolare e significativa. La prima lettura, ricavata quasi sempre in Avvento dal libro del profeta Isaia, funge da profezia (come lettura sapienziale della storia, una lettura dal punto di vista di Dio). Il Vangelo da’ compimento alla stessa profezia. Il rapporto tra le due letture – ha spiegato – è quindi di caparra-anticipo e di compimento-pienezza. Compimento e pienezza che la Chiesa vede in Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo. Soffermandosi sulla lettura del profeta Isaia, ha detto che essa “visualizza un tempo futuro, un tempo in cui finalmente Dio porrà termine (solo Lui può farlo) alla sofferenza, al male (fisico, spirituale e morale), alla morte. Un tempo futuro che viene lapidariamente sintetizzato nella frase: «in quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno». Questa profezia-anticipazione – ha proseguito – si compie – ci dice la pagina evangelica –  in Gesù che guarisce due ciechi che credono in lui. Domandiamoci – ha chiesto ai presenti: dove oggi si attua questa profezia? Passare dalla cecità alla vista – ha proseguito – significa migrare da una mancanza e da un non avere a una sorta di pienezza. Questa profezia, direi, si implementa in voi e grazie a voi, in ciò che siete e in ciò che fate. Nel vostro servizio di accoglienza/protezione e d’ordine/sicurezza, da voi svolto così puntualmente ed egregiamente, permettete a chi cerca di raggiungere questo lembo d’Italia, che è Lampedusa, «porta d’Europa», vero spazio della speranza, di passare da una sorta di cecità spirituale, da uno stato di mancanza e di penuria ad una condizione di speranza. Voi trasformate l’ansia in speranza e gli ansiosi in speranzosi.

Sì, carissimi, la provvidenza di Dio oggi, qui ed ora, siamo noi. Siamo le sue braccia. Siamo il suo Cuore. «Chi salva una vita salva il mondo intero» recita una frase del Talmud, testo sacro per i nostri fratelli ebrei. Penso agli uomini e alle donne della Guardia Costiera, al Corpo Italiano Soccorso dell’Ordine di Malta a Lampedusa dal 2008 a bordo dei mezzi navali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. A tutti voi ciascuno e ciascuna nel particolare servizio che prestate su quest’isola. Grazie per tutto quello che fate! Dio vi benedica e vi doni gioia, quella gioia vera che nasce dal donarsi a chi è nel bisogno, chiunque esso sia. Una gioia che nessuno potrà mai toglierci. Che l’ansia si trasformi in speranza e gli ansiosi diventino speranzosi. Allora – ha concluso – sarà Natale non solamente fuori, ma anche e soprattutto dentro di noi e tra noi. Auguri a tutti e a tutte di cuore di un Natale non più ansioso, ma di un Natale speranzoso, perché a Natale prende forma di uomo la nostra Speranza, Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen!”

 

 

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