Migrantes Agrigento: Lorefice, il tuo grido è il nostro

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(foto archivio) Mons. Lorefice a Lampedusa (2019) con la croce fatta con il legno dei barconi, utilizzata da Papa Francesco nel suo viaggio sull'isola, l'8 luglio del 2013.

Le recenti dichiarazioni di Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, a Mediterranea Saving Humas nel giorno in cui a Trapani si commemoravano i migranti morti negli ultimi giorni nell’indifferenza generale  (vedi qui), hanno sollevato un acceso dibattito mediatico per aver richiamato le istituzioni al dovere umano del soccorso in mare e alla sacralità dei corpi dei migranti, definiti “come i nostri”, il presule è diventato bersaglio di una violenta ondata di attacchi personali e insulti sui social network. Di fronte a questa deriva, la Chiesa siciliana ha reagito con compattezza: come riportato dal SIR, il Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana (CESi), Mons. Antonino Raspanti, raccogliendo e interpretando i sentimenti manifestati dai vescovi di Sicilia è intervenuto con fermezza (vedi qui) per stigmatizzare i toni d’odio e ribadire che la missione dei vescovi è proprio quella di scuotere le coscienze, sottolineando che la difesa della vita non può essere soggetta a strumentalizzazioni politiche.
In questo solco si innesta oggi una voce dell’ Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Agrigento che ha diffuso un messaggio di profonda solidarietà rivolto all’Arcivescovo di Palermo (leggi qui il testo integrale)

La Migrantes di Agrigento scrive a Mons. Lorefice definendo le sue parole come “un grido di coscienza nel silenzio assordante che avvolge il Mediterraneo”, osservando con amarezza come a un richiamo così profondamente evangelico sia stato risposto con quella violenza digitale che si accanisce ferocemente contro chi sceglie di stare dalla parte degli ultimi.
Il documento agrigentino sposa appieno la linea tracciata dai Vescovi delle Chiese di Sicilia, ribadendo che ricordare la dignità di ogni singola esistenza non significa “fare politica”, ma adempiere a un dovere di umanità che rifiuta di ridurre le tragedie a fredde statistiche. “Sappiamo bene cosa significa guardare quelle acque e chiedersi quante storie abbiano inghiottito”, sottolineano dall’Ufficio Migrantes, ringraziando Mons. Lorefice per il coraggio, la chiarezza e la coerenza dimostrati.

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