Peregrinatio Reliquia Livatino: la tappa a Burgio, Villafranca, Lucca, Caltabellorra e Ribera

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Continua la Peregrinatio del Reliquiario del Beato Rosario Angelo Livatino, che custodisce la camicia intrisa di sangue che il Giudice indossava la mattina in cui fu ucciso. La reliquia, – che lascia intravedere l’offerta di vita del giovane magistrato ucciso in odium fidei e per la giustizia – dopo avere sostato dal 6 all’8 dicembre 2021 nella Comunità Ecclesiale di Santa Margherita di Belice e prima di essere accolta dal 13 al 20 marzo 2022, nella Parrocchia Sant’Antonio di Padova a Palermo, retta dai Frati Minori (vedi programma) ha fatto tappa, dal 4 al 7 marzo, nei comuni di Caltabellotta, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula e dopo una sosta a Calamonaci, dall’8 all’11 marzo a Ribera. Accolta da piccoli e grandi, la presenza della reliquia, nelle parrocchie, nelle scuole , nelle piazze e nelle sedi delle istituzioni interroga le comunità; la vita e la testimonianza di Rosario Livatino sono un indice puntuto, quasi un esame di coscenza comunitario e individuale se e in che misura nella nostra vita di fede e sociale siamo credibili.

“Ci sono tre parole – ci dice don Davide Trizzino, arciprete di Villafranca Sicula,  che raccolgono e nello stesso tempo sintetizzano le tre giornate che le comunità parrocchiale di Burgio, Villafranca Sicula e Lucca Sicula hanno vissuto con l’accoglienza del reliquiario; queste parole sono: gioia, riflessione e speranza.

Gioia perché – continua don Davide – ancora una volta le tre comunità hanno potuto sperimentare quanto è bello stare insieme dopo questo lungo periodo di pandemia che ha visto anche in questi piccoli comuni la presenza del contagio da COVID-19 e quindi il calo della presenza di molti fedeli alle celebrazioni comunitarie. La visita è stata all’insegna della festa e della riflessione perché le comunità con i loro primi cittadini hanno sottolineato il valore non solo spirituale del giudice Beato ma il suo esempio civile, così ha sottolineato nel suo intervento il sindaco di Villafranca Mimmo Balsamo”.  “Rosario – ha detto accogliendo la reliquia – con il suo esempio dice ancora ad ognuno di noi che fare il proprio dovere non basta ma bisogna farlo bene e soprattutto con amore nella ricerca del bene comune e della giustizia”.

Speranza – continua don Davide –  “è la parola che i presbiteri, le autorità civili e i fedeli abbiamo voluto stampare nel cuore e nella mente; la speranza come ci ha voluto ricordare don Gero Manganello che quella camicia insanguinata oggi non parla più di morte come 31 anni fa ma di vita, di vita piena e donata di vita vissuta nel compimento del proprio dovere e nella straordinaria capacità di mettersi «Sub Tutela Dei»”.

Le tre giornate (4-7 marzo) hanno visto come prima tappa Burgio dove l’indomani la reliquia del Beato a fatto tappa anche nell’aula consiliare del comune dedicata diversi anni fa proprio a Livatino. Da Burgio la reliquia e stata portata a Villafranca Sicula dove la comunità ha accolto l’arrivo del reliquiario con la presenza festante di tutti i ragazzi del catechismo e dopo un breve momento di preghiera con il parroco don Davide Trizzino e don Gero Manganello hanno accompagnato la reliquia alla comunità parrocchiale di Lucca Sicula anch’essa in festa per la presenza  del reliquiario.

In tutte e tre le comunità parrocchiali, dopo la Santa Messa presieduta da don Gero Manganello si è svolto un momento di preghiera e di adorazione animato dal gruppo del Rinnovamento nello spirito Santo interparrocchiale. Infine la reliquia è stata portata alla comunità di Calamonaci per continuare la peregrinatio alla volta di Ribera dove ha sostato dall’8 all’11 marzo, quando – al termine della visita – l’intera comunità ha tenuto l’atto di affidamento della citta.

“Ho accolto con entusiasmo la proposta, fatta alla scuola dal clero cittadino, di accogliere tra i giovani studenti la reliquia del Beato Livatino – ci dice La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo «Don Bosco», Manuela Vacante– perché sono fermamente convinta che non è mai troppo presto per seminare la cultura della legalità e diffondere tra i giovani i valori della giustizia e dell’impegno civile.Ho  sentito la responsabilità – continua –  nei confronti dei miei bambini, sopraffatti in questi terribili anni dalla pandemia e dalle guerre, cresciuti tra ansie e insicurezze. Temevo che la camicia, impregnata del sangue del Beato, potesse impressionarli e accrescere le loro paure. Questa esitazione iniziale ha lasciato il posto alla fiducia nei docenti e nelle docenti, mi sono detta che avrebbero trovato il modo di rendere i piccoli studenti protagonisti attivi di questo evento presentando con un linguaggio semplice e adatto alla loro giovane età, l’uomo e il suo martirio, cogliendo altresì l’occasione per spiegare la mafia, questo crudele sistema criminoso che permea di sé la nostra Sicilia”. Come Scuola, siamo onorati di potere avere tra noi la reliquia che simboleggia il suo martirio e, con umiltà, ci auguriamo, come uomini e donne delle Istituzioni, di poter essere per i nostri bambini e per i nostri ragazzi esempi credibili, perché “alla fine della nostra vita nessuno ci verrà a chiedere se siamo stati credenti ma credibili”.

foto ripost.it

Per il sindaco dell città, Matteo Ruvolo – “Il passaggio della reliquia del beato Rosario Angelo Livatino  è stata occasione “per mettere in evidenza i valori della giustizia, della legalità, della coerenza di vita e della santità vissuta nel quotidiano. Valori tutti – dice – che si sono riscontrati nella  esperienza di vita cristiana del beato Rosario Livatino; figura limpida e luminosa, esempio di rigore, di umiltà e di coraggio con cui ha condotto la sua attività lavorativa impegnandosi e portando avanti i propri principi, fino all’estremo sacrificio della vita. Proprio per questo, il 13 maggio 2021 – prosegue il primo cittadino – pochi giorni dopo la sua beatificazione, ho voluto intitolare la stanza del Sindaco del palazzo di Città al giudice Beato. La presenza della reliquia del beato Livatino e l’ atto di affidamento allo stesso della nostra città – conclude –  devono rappresentare per Ribera un momento intenso e significativo, non solo in memoria, ma sopratutto come esempio quotidiano dell’agire di ognuno di noi”.

Per padre  Antonio Nuara il passaggio della reliquia “non è un “gingillo” che si porta per strappare un applauso o un semplice consenso, ma la testimonianza di un uomo che ha scelto di essere onesto e servitore fedele dello Stato nel ramo della Giustizia, sapendo che saranno “beati” quelli che hanno fame e sete di essa, evangelicamente intesa”.

Per l’arciprete don Giuseppe Argento accogliere la reliquia è stata“un’esperienza straordinaria soprattutto per i i ragazzi della scuola Crispi di  Ribera e Spataro di Calamonaci. Ho visto – continua – i ragazzi impegnati e particolarmente emozionati per questo momento di grazia; mi hanno molto commosso – conclude –  le loro testimonianze,  i loro scritti e pensieri,  i loro canti, tutte cose che ci fanno sentire che è importante accogliere nella nostra vita  il Vangelo per essere testimone”.

Infine, per il dirigente Scolastico Emanuele Giordano Crispi di Ribera-Calamonaci il reliquiario ha suscitato la domanda: “Cosa significa per noi oggi, soprattutto per i nostri carissimi alunni, essere un “martire”? A mio giudizio – risponde – significa credere fermamente nella giustizia, avere una visione alta e bella della vita, non occorre essere degli eroi, perché la -vera eroicità sta nel credere e nell’impegnarsi in prima persona per un mondo più giusto, più pacifico e più a misura di tutti. Nessuno escluso!”.

Il Reliquiario al termine della tappa palermitana passerà lo Strello alla volta della Puglia dove dal 1 al 2 Aprile sarà accolta nella città di Lecce.

 

 

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