Porto Empedocle ha accolto la reliquia del beato martire Francesco Spoto

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Domenica 24 maggio, solennità di Pentecoste, la Comunità parrocchiale San Giuseppe Lavoratore di Porto Empedocle, affidata e guidata da don Giuseppe Gagliano, ha accolto la reliquia del beato martire P. Francesco Spoto, figlio della Chiesa agrigentina, nato a Raffadali, settimo Superiore Generale dei bocconisti che nel 1964, ha offerto la sua vita, in Africa, dove si era recato per visitare e confortare i confratelli, nel contesto della sanguinaria rivoluzione in atto.

Il parroco, volendo arricchire la cappella della Trasfigurazione, dedicata all’adorazione eucaristica, nella quale si trovano già esposte le icone dei martiri san Biagio, Sant’Agata e il beato Giuseppe Puglisi, ha fatto realizzare un’icona raffigurante il beato Francesco Spoto, intagliata su legno, ieratica ed espressiva, ponendovi accanto una sua reliquia. Per dare maggiore risalto all’evento, è stato chiamato a presiedere la solenne Concelebrazione del pomeriggio, P. Salvatore Fiumanò dei Missionari servi dei Poveri, il quale ha presentato il beato, ponendolo accanto ad altre locali eroiche figure martiriali del passato e del recente, quali san Giacinto Giordano Anzalone, il beato Rosario Livatino e il Servo di Dio don Gerlando Re, del quale si è recentemente aperto l’iter per il possibile riconoscimento del martirio. In una raccolta, devota e coinvolta assemblea, il tutto si è celebrato con semplicità e solennità insieme, realizzando un desiderio ed affidandosi a questo “amico” di Dio ed intercessore.