Quella nave che “graffia” le nostre coscienze (foto)

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Nel panorama, che dalla città di Agrigento guarda il mare, in questi giorni si staglia all’attenzione di tutti la “Moby Zazà”, la nave per la quarantena dei migranti che giungono sulle nostre coste. La guardo dal “Belvedere Modugno” di Agrigento (foto in alto), lì nel  “mare africano”, oltre il promontorio del Caos… Continuo a guardarla  e penso a quei versI che mi ha suggerito un amico : ” Mare mare mare .Voglio approdare. Portami in banchina. Non aspettare. Via via via da queste onde. Fine al mio migrar senza sponde…”

La vedo dal Belvedere di Via Atena (discesa verso il teatro della posta Vecchia – foto a sinistra). È lì,  nel mare , ferma a galleggiare per giorni, col suo carico di persone, mentre accanto,  in arrivo,  puntuale,  al Porto di Porto Empedocle il traghetto proveniente da Lampedusa. Entrambe le navi nel loro ventre di ferro hanno persone pari in dignità.

 

Se sei nella libreria Paoline (via Atenea) mente passi in rassegna i titoli delle novità editoriali… non puoi non essere attratto dalla nave che si vede dalla finestra.

Anche da Piazza Seminario, nel cuore del Centro Storico, guardando a Sud la si vede all’orizzonte insieme alle insegna che ci ricordano che la strada intrapresa è stretta e comunque “senza uscita” (foto sotto).

Insomma, non c’è posto, balcone, finestra, strada, belvedere, insenatura del dedalo della vecchia Girgenti,  che guarda a sud,   da cui la Moby non si vede. Mentre la guardi quei disegni di Willy il Coyote, Gatto Silvestro e Titti, forse, a primo impatto ti strappano un sorriso, ma, contemporaneamente, graffiano la tua coscienza di uomo pensando che – forse –  la morte di quel ragazzo migrante che, nei giorni scorsi,  si è buttato dal ponte della nave tentando la fuga per raggiungere la costa che vedeva a poche decine di  metri,  si sarebbe potuta evitare con soluzioni, meno costose per la collettività e più dignitose e rispettose dei migranti, magari facendoli sbarcare in sicurezza e accogliendoli  in luoghi idonei sulla terra ferma.  

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