S. Giacomo: ritorna il “dolce presepe” per valorizzare il centro storico

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Anche quest’anno nella Chiesa di San Giacomo, nel centro storico, di Agrigento  è stato allestito il Dolce Presepe, una tradizione che si rinnova, da circa 40 anni  e che vede partecipi la comunità sia dal punto di vista economico che artistico. Nel presepe vengono riprodotti minuziosamente in cioccolato, alcuni dei beni culturali della nostra città, come piccole opere d’arte. Oltre ai consueti personaggi ed ai luoghi della tradizione (capanna, pastori, pecore ed animali vari) da diverso tempo è ricostruito il tempio della Concordia, cui negli anni si è aggiunto quello dei Dioscuri, nell’ edizione 2019 anche i templi di Giunone ed Ercole.
Anche per quest’annogli “artisti”, nell’individuare il tema dove ambientare la scenografia del presepe, hanno scelto l’antico e storico quartiere del “Rabato” inspirandosi all’ultimo libro “il  Rabato Sacro” di don Calogero Infantino, grande amante e studioso dei tanti monumenti, conventi ed ex ospedali che si ritrovano nel Rabato. Sono state riprodotte le 7 chiese del rione: S.Croce, Addolorata, S. Francesco di Paola, S. Caterina da Siena, S. Domenico, S. Giuseppe e S. Giacomo, ed anch l’ex convento dei frati minimi, oggi casa del clero.
Oltre alle chiese trovano spazio nel presepe le botteghe, ed i carretti che un tempo animavano il centralissimo e popolare quartiere, dilaniato dalla frana di 50 anni fa, che ha lasciato tante ferite ancora non cicatrizzate. Altra riproduzione degna di nota è il vecchio Castello, conosciuto come carcere vecchio.
Gli organizzatori sottolineano che l’iniziativa di festeggiare il Natale, con la dolcezza del cioccolato, vuole ricordare l’amore di Gesù, che si è fatto Uomo per noi, ma IL Presepe è  anche un progetto per evidenziare e riaccendere i riflettori sui tanti luoghi e monumenti, del centro storico e non,  dimenticati nella nostra città tra essi il Castello ma anche le infrastrutture come il ponte Morandi e il viadotto di contrada Petrusa rappresentati nel presepe da un piccolo viadotto con alcune macchine ferme. L’invito per tutti è di visitare non solo il Dolce Presepe ma anche il centro storico di Agrigento che attende con pazienza e speranza di tornare ad essere il cuore pulsante della Città.

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