Poca TV e telefoni in mano, zero noia e un pieno di energia contagiosa. Dal 7 al 10 luglio, il Seminario Arcivescovile di Agrigentoha aperto le porte a 35 giovanissimi ministranti provenienti da diverse comunità dell’Arcidiocesi, ritrovatisi per vivere insieme l’esperienza del campo estivo. I ragazzi sono arrivati da Aragona, Agrigento, Cammarata, San Giovanni Gemini, Castrofilippo, Grotte e Cattolica Eraclea: provenienze diverse, ma uniti dallo stesso desiderio di stare insieme.
Ad animare le giornate c’erano i seminaristi, affiancati da un entusiasta gruppo di giovani animatori di Agrigento, Campobello di Licata e Castrofilippo, senza dimenticare i referenti adulti che hanno accompagnato i più piccoli passo dopo passo, trasformandosi per l’occasione in veri compagni di viaggio. La sveglia suonava alle 7:30 e i riflettori si spegnevano solo poco prima di mezzanotte. In mezzo, un vortice di attività tra balli, grandi giochi di squadra e laboratori manuali pensati per stimolare la creatività dei ministranti.
Il vero filo rosso delle giornate è stato però il cammino spirituale. Le attività e la preghiera sono state infatti scandite da tre grandi momenti di riflessione che hanno fatto da bussola ai ragazzi: “Uniti nel servizio, amici nella vita”, per scoprire il valore della fraternità; “Vicini all’Altare, vicini al Cuore”, per riscoprire il senso profondo del loro servizio; “Serviamo e cresciamo insieme”, come stile per il futuro nelle proprie comunità. In un clima di pura condivisione, anche i “grandi” hanno dismesso i panni degli adulti per mettersi in gioco a 360 gradi, lasciandosi contagiare dall’entusiasmo dei più piccoli.
A conclusione di questa avventura, don Marco Scirica – vice rettore del seminario e responsabile del Centro Diocesano Ministranti – ha rivolto un sentito e caloroso ringraziamento a quanti hanno permesso questa intensa l’esperienza. E se al momento dei saluti è spuntata sul viso di qualcuno la lacrimuccia da fine campo, non è stato un segno di tristezza, ma la scintilla di una promessa: quella di custodire questo fuoco e fare sempre meglio, insieme, in vista del nuovo anno pastorale.





















