Via Crucis : “In cammino con i bambini vittime di ogni abuso”

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Si è tenuta, venerdì 11 aprile 2025, la Via Crucis delle parrocchie della Città di Agrigento. Essa, come da tradizione, si è snodata – guidata dall’Arcivescovo e animata dalle parrocchie della città – da Porta di Ponte, lungo la via Atenea per concludersi con la riflessione di  mons. Alessandro Damiano  sul sagrato della Chiesa San Domenico. La Via Crucis 2025 è stato un momento di preghiera “In cammino con i bambini vittime di ogni abuso”. Il testo  che ha accompagnato la preghiera è stato tratto e rielaborato dal volume “In difesa dei bambini… preghiamo” di don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter.Il cammino del popolo e del suo Pastore, dietro la Croce, è stato  introdotto da queste parole: “Fratelli e sorelle, la Via Crucis è il cammino della passione struggente del Dio incarnato per ogni creatura umana. È il cammino del Buon Pastore che offre la sua vita per noi, che porta la croce insieme a tutti i crocifissi di questo mondo. Nella croce dei bambini, c’ è la croce di Gesù. Insieme ai bambini innocenti, costretti a portare una croce addossatagli da adulti, i quali, invece di essere pastori e guide della loro vita, si fanno lupi rapaci che deturpano la loro innocenza e il loro candore. Ripercorriamo la via del Maestro e chiediamo perdono per i nostri peccati”. Durante la Via la preghiera: “Fa’ sentire ad ogni vittima che non è sola a portare la croce, tu l’hai portata prima di noi e ora la porti con noi e in noi”, e ancora: “Guarisci le ferite invisibili, quelle che nessuno vede ma che gridano nel silenzio”.

Nella riflessione al termine (vedi video) mons. Damiano ha detto: “Abbiamo smarrito il senso dell’umanità e, indicando il Crocifisso, ha proseguito: “questo Crocifisso ce la ricorda, ce lo sbatte in faccia l’umanità crocifissa e ferita…” Ha poi invitato il popolo fedele a non lasciare Gesù fuori dalla porta della propria esistenza; “Se lo lasciamo fuori, ha affermato, rimaniamo morti… Che questo nostro cammino – ha concluso prima della benedizione  – ci possa ricordare la dignità di ogni persona umana. Ha poi chiesto, come ha fatto in tante altre occasioni a partire dalla lettera di Avvento 2024 e per l’apertura del Giubileo, di restituire a ciascuno una dignità umana, rapita, strappata, sequestrata”.

 

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