Visita Pastorale a Porto Empedocle

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Sono stati intensi i momenti vissuti dalla comunità ecclesiale, civile e sociale empedoclina in occasione della visita pastorale del suo arcivescovo Alessandro Damiano, nel corso di tre giorni tra il 12 ed il 18 maggio, vigilia di Pentecoste.

La visita pastorale è stata intensa: il primo momento è stato la Messa concelebrata con i sacerdoti dell’intera forania nella Chiesa Ss. Trinità nella quale è parroco il vicario foraneo don Gioacchino Falsone. Poi ancora a San Giuseppe col clero cittadino, a Santa Croce e, infine, in Chiesa Madre per la veglia di Pentecoste. “Con i sacerdoti i momenti sono stati di vera condivisione – spiega don Gioacchino Falsone, vicario delle Forania di Porto Empedocle -, non solo nello spezzare il pane ma anche nelle occasioni più private: ci siamo ritrovati, come vera famiglia, intorno ad un tavolo, con le stesse modalità e con lo stesso spirito di figli e fratelli che siedono a pranzo col padre”.

Dal punto di vista più largamente ecclesiale, la visita pastorale è stata fruttuosa. Ha previsto l’incontro con gli organi di partecipazione parrocchiali: i consigli pastorali e quelli degli affari economici di tutte le parrocchie cittadine. E ancora: l’incontro con le confraternite e i comitati; l’incontro con i gruppi e le associazioni giovanili presenti in città e poi quello con i gruppi pastorali: i gruppi liturgici, i catechisti, i ministri straordinari dell’Eucarestia e i cori. Dal punto di vista della vita sociale civile, la visita pastorale del vescovo Damiano è stata occasione di arricchimento. L’incontro con il sindaco, al quale ha fatto seguito il pranzo con tutti i dipendenti comunali, per don Gioacchino Falsone “ha permesso di affrontare tematiche delicate legate al territorio: migrazioni e sbarchi, ma anche emergenze più locali. Argomenti delicati sui quali c’è stato uno scambio di idee per una soluzione a volte difficile da trovare se non insieme”.

E poi gli incontri: con la Polizia che, forte dell’esperienza sul luogo e a Lampedusa, ha permesso uno scambio di informazioni ulula questione degli sbarchi; con i carabinieri, con i quali l’arcivescovo si è soffermato sulla situazione del territorio: vivibilità, tasso di delinquenza, tempestività degli interventi; con la Capitaneria di Porto, sulle funzioni e le mansioni e la grande operatività nel territorio; con la Guardia di Finanza, il cui incontro si è svolto direttamente in mare, non solo sulla loro funzione e la presenza nel territorio e lungo

il litorale. Più allegra la parte di visita che ha fatto incontrare il vescovo con gli studenti: con i più giovani nelle scuole Pirandello e Livatino ha giocato e gioito, con i più grandi del Nautico ha parlato di mafia, di delinquenza e, sollecitato dagli studenti, anche di sessualità. Dopo i giovani, nella visita pastorale anche gli anziani di Villa Orchidea. L’incontro all’Enel è stato quello che ha permesso al vescovo di avvicinarsi al mondo economico locale, per “conoscere non solo la realtà produttiva ma anche le possibilità di collaborare con i bisogni della città”. Mons. Damiano, dopo la visita negli altri comuni, è tornato a Porto Empedocle per incontrare i disabili, per visitare lo stabilimento Vetem e per festeggiare don Nicolò Salemi, il 29 maggio, nel giubileo della sua ordinazione sacerdotale. 

Chiara Ippolito

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