Visita Pastorale, Campobello di L. e Ravanusa: Giorni intensi di ascolto, comunione e semplicità

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Si è conclusa, domenica 3 marzo 2024, la Visita Pastorale di mons. Alessandro Damiano alla forania di Ravanusa-Campobello di Licata. Giorni intensi di semplicità e comunione attorno al Pastore della Chiesa Agrigentina a partire da domenica 25 febbraio quando l’arcivescovo, da tutte le Comunità, è stato accolto nella Chiesa Madre di Campobello per l’avvio di una settimana ricca di incontri e ascolto. La concelebrazione eucaristica, partecipata dal clero della forania, è stata aperta dalle parole del vicario foraneo, don Filippo Barbera, arciprete di Ravanusa, il quale ha voluto ricordare che la Visita Pastorale è un momento di grazia e che essa è anche “occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, e per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad una azione apostolica più intensa”. Lo stesso ha voluto ricordare ai presenti che “il mondo ha bisogno di cristiani con tre “C”: convinti, contenti, coerenti per meglio essere “insieme, tessitori di speranza”. 

Dopo una brevissima pausa, ripartendo sulle orme del vescovo Gerlando, celebrato solennemente il 26 febbraio, mons. Damiano è stato accolto nella sala consiliare del comune di Campobello di Licata dal commissario straordinario Teresa Burgio, dai funzionari e impiegati comunali, e dai comandanti della Stazione dei Carabinieri e della Polizia locale. “La Comunità oggi più che mai avverte l’esigenza profonda della speranza di tempi più giusti – ha detto Burgio nel suo intervento di saluto –. Le grandi problematiche e difficoltà che interessano il mondo intero si ripropongono anche nella nostra comunità. Occorre trovare la forza per andare avanti. Chiesa ed istituzioni devono necessariamente lavorare in sinergia”.

La visita è proseguita con l’incontro di bambini, ragazzi e giovani dei vari ordini di scuola presenti nelle due cittadine. I Dirigenti scolastici, Alessia Guccione, Michele Di Pasquali, Marilena Giglia rispettivamente dell’ I.C. “San Giovanni Bosco” di Campobello di Licata, dell’I.I.S. “Giudici Saetta e Livatino”, e dell’I.C. “Alessandro Manzoni” di Ravanusa hanno accolto con vera gioia e disponibilità il vescovo Alessandro sottolineando tutti la necessità di una sinergia tra agenzie educative imprescindibile per l’educazione dei nostri giovani. “Noi, Eccellenza, avevamo bisogno della sua presenza perché avevamo necessità di riflettere insieme a lei su determinati valori; i ragazzi devono sapere che nel patto educativo di responsabilità devono inserirsi tutti coloro che hanno una responsabilità educativa”, ha affermato con forza il dirigente scolastico Michele Di Pasquali nell’accogliere l’arcivescovo di Agrigento. I giovani del plesso “Rita Levi Montalcini” di Campobello di Licata sono stati rappresentati dallo studente Vito Lumia il quale ha ringraziato il Vescovo per la visita in mezzo ai giovani: “Siamo certi che lei vorrà invitarci a considerare il ruolo che ognuno di noi può svolgere nella costruzione di un mondo migliore. Siamo perciò onorati di averla qui e speriamo che il suo messaggio possa ispirare tutti noi a fare la nostra parte per costruire un mondo più giusto, nonostante gli ostacoli che incontriamo sul nostro cammino”.

Il prosieguo della Visita ha visto il vescovo Alessandro celebrare quotidianamente l’Eucaristia nelle parrocchie e incontrare i vari gruppi di entrambi i paesi nei giorni programmati: la Caritas interparrocchiale, il Cav, il Centro Amico, il CIF-Casa dell’Amicizia e i gruppi di volontariato, i ministri straordinari dell’Eucarestia, i catechisti, i gruppi liturgici, i Consigli pastorali parrocchiali e per gli Affari Economici, i giovani e le famiglie, i gruppi ecclesiali, gli anziani e i sofferenti nelle case di riposo ai quali ha donato tanto affetto e benedizioni, facendo sosta, inoltre, nel Cimitero delle due Comunità.

Al termine della settimana, la Visita si è snodata con la Via Crucis del venerdì guidata dall’arcivescovo con la partecipazione di tutte le parrocchie della forania; il sabato, la celebrazione con i membri del Cammino neocatecumenale.

Accolto con altrettanta benevolenza e gratitudine a Ravanusa, a partire da giovedì 29 febbraio, l’arcivescovo è stato ospitato al Palazzo comunale dal Sindaco e dall’amministrazione comunale, dal Presidente del Consiglio e dal Consiglio comunale alla presenza dei Comandanti della Stazione dei Carabinieri e della Polizia Municipale. “Lei ha delineato ciò che ci accomuna: – sottolinea il sindaco Salvatore Pitrola, traendo spunto dall’omelia del vescovo in apertura della Visita – mettere l’uomo al centro è ciò che ci accomuna come amministrazione e come Chiesa. Questo significa lavorare per l’interesse del bene comune e della collettività […]. I giovani sono al centro dei nostri pensieri, è necessario unire le forze, come Istituzioni”. Il Sindaco ha concluso ringraziando il Vescovo per la sua profonda attività di uomo e di pastore chiedendo alle famiglie, alla comunità ecclesiale, alle associazioni di non essere semplici spettatori ma protagonisti per raggiungere gli obiettivi prefissati facendoci tutti pellegrini di speranza.

La settimana dedicata alla Visita si è conclusa a Ravanusa durante la terza domenica di Quaresima, con la concelebrazione in Chiesa Madre. Così conclude l’arcivescovo durante l’omelia: “A voi, fratelli e sorelle nel battesimo, grazie per questi giorni trascorsi con voi e in mezzo a voi, ricchi di incontri resi fecondi dalla condivisione della liturgia eucaristica e dal dialogo, schietto e sereno. Penso agli incontri con i consigli di partecipazione, con la Caritas e le espressioni di volontariato, gli incontri con gli studenti, una bellezza, occasioni di dialogo con ragazzi, giovani, bambini… dialoghi e incontri stimolanti, attenti, adeguati…una bella esperienza grazie all’accoglienza dei vari Dirigenti Scolastici. Il dialogo con le Amministrazioni comunali con cui la Comunità cristiana ha in comune due cose importanti: la passione per l’uomo e per il bene comune… a queste due comunità voglio riconsegnare quanto scritto nella lettera di indizione: affrontare le incomprensioni sfatando l’illusione che non ce ne siano, o la rassegnazione di non poterle superare. In Cristo e nella Carità tutto si può superare”.

Piera Accascio

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