Sciacca, Memoria e Devozione: Ritorna “La Cunnutta” della Madonna del Soccorso

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Nel 400° anniversario della liberazione dalla peste per intercessione della Madonna del Soccorso, Sciacca riprende una tradizione antica e cara alla sua memoria: la Cunnutta.

Non si tratta di una novità, ma di un ritorno. La Cunnutta è attestata nelle fonti storiche locali come una processione con il Santissimo Sacramento, nata nel contesto dei miracoli del gennaio 1817, quando il simulacro della Madonna del Soccorso fu visto “grondare sudore” e la città fu liberata dal terremoto e dalla peste.

Secondo gli studi del Ciaccio, nel 1818 l’Ordinario agrigentino, su richiesta del Senato cittadino, confermò il canto del Te Deum come atto pubblico di ringraziamento.
Per permettere la partecipazione dell’intera cittadinanza, il Te Deum fu inserito all’interno della Cunnutta, che si celebrava la domenica successiva al 19 gennaio, giorno non lavorativo.

La processione partiva dalla Matrice e raggiungeva il luogo dove era sorta la cappella-baracca del miracolo, oggi corrispondente all’ingresso principale della villa comunale.
Lì, già nel marzo 1817, fu costruita una cappelletta con una piccola statua della Madonna del Soccorso.

La Cunnutta, dunque, non è solo una pratica devozionale, ma un gesto che nasce da eventi storici documentati, da atti civici e religiosi, e da una memoria popolare viva, che ha trovato espressione anche nei canti e nelle cantate del tempo. Dopo una ripresa parziale ad opera dell’Arciprete Falanga, la tradizione fu sospesa e dimenticata.

“Oggi, dice padre Salvatore Raso, coordinatore dell’iniziativa,  nel 2026, la riprendiamo con gratitudine e consapevolezza, come gesto di fede, di memoria e di comunità.”

Sabato 24 Gennaio
Ore 17.00
Raduno in via Figuli, nei pressi dell’Edicola votiva
Processione verso la Basilica

 

Qui la locandina dell’evento

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