Celebrato il Giovaninfesta, Montenegro:”Giovani, uscite allo scoperto!”

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A Santo Stefano Quisquina il 4 agosto è stato Giovaninfesta! I Giovani dell’Arcidiocesi di Agrigento, hanno invaso la cittadina montana per la  34ma  e edizione del Giovaninfesta, che come abbiamo avuto modo di comunicare,  quest’anno, in maniera eccezionale, si è tenuta non il 1 maggio, ma il 4 agosto. Si è scelto questa data – come abbiamo già scritto –per legarsi ad un altro appuntamento, il pellegrinaggio dei giovani delle diocesi d’Italia ( in preparazione al sinodo dei giovani) che si concluderà  a Roma l’11 e il 12 agosto con l’incontro con Papa Francesco.La giornata,  come da programma,  ha avuto inizio fin dalle prime ore del mattino con l’accoglienza dei giovani e la colazione, offerta dalle famiglie di S. Stefano.  A seguire il momento di accoglienza in Piazza Madre Chiesa per la presentazione della giornata e la preghiera iniziale. Ad accogliere i giovani oltre allo staff del Centro per i Giovani, capitanati da don Gero Manganello,  anche i numerosi volontari le autorità religiose,  civili e militari della cittadina di Santo Stefano Quisquina ed anche il cardinale Francesco Montenegro che ha invitato i giovani a svegliare Santo Stefano ed ad “Accendere i motori” per la festa. 

E festa è stata. Nella mattinata i  giovani sono stati suddivisi  in 4 laboratori tematici:

Laboratorio 1 – Lavoro  (Luogo di svolgimento: Chiesa Madre)

 

Laboratorio 2 – Legalità (Luogo di svolgimento: Sala Parrocchiale Chiesa Madre)

Laboratorio 3 –Ambiente ( Luogo di svolgimento: Chiesa del Carmine)

Laboratorio 4 – Relazione (Luogo di svolgimento: Atrio Collegine)

Dopo lo svolgimento dei laboratori e il pranzo a sacco, si è tenuto, in Piazza della Repubblica, un momento di  animazione musicale.

Particolarmente suggestivo è stato l’incontro con Emma Morosini, la pellegrina novantatreenne, che da anni percorre a piedi le vie dei  santuari italiani e esteri (vedi il video)

A seguire una breve processione con il simulacro del compatrono, di Santo Stefano Quisquina, San Giacinto Giordano Ansalone che ha interessatinteressato numerose vie del paese per giungere alla Villa comunale dove alle ore 17.00  è stata celebrata,  dall’Arcivescovo, la S.Messa (vedi video sotto) 

Pubblicato da Centro per i Giovani – Arcidiocesi di Agrigento su Sabato 4 agosto 2018

L’arcivescovo nell’omelia si è soffermato in maniera particolare, sulle tre parole giuda del nostro Giovaninfesta.  “Le letture ascoltate – ha detto –  hanno riproposto le tre parole giuda del nostro Giovaninfesta: ripensare, ascoltare, camminare. Nella prima il popolo ripensa il suo passato ma lo fa senza guardare avanti; la seconda parla di ascolto (“se gli avete dato ascolto, deponete l’uomo vecchio e rinnovatevi nello spirito”), nel Vangelo Gesù invita a seguirlo (“chi viene a me non avrà più sete). Riflettiamo sul verbo: “camminare”, che assorbe gli altri due. Nel cammino c’è il significato dell’avventura della vita e della fede. La vita come la fede sono appunto un cammino, lungo e non facile, una strada da percorrere col Pellegrino, abile a scaldare il cuore, a trasformare tante vite mediocri (samaritana, Zaccheo …) in vite riuscite e a ridare energia nuova a quanti, torchiati dagli eventi, come i due di Emmaus, trascinano la propria esistenza.

La condizione per camminare – ha proseguito –  è di far posto alla speranza e saper guardare avanti con realismo e coraggio. Il camminare (vivere) – biblicamente inteso pellegrinaggio – non diverso dal vagabondare (vivacchiare), perché punta decisamente a una meta, senza girovagare secondo gli sfizi e le mode del momento (quanti giovani vagabondi, oggi!). Camminare è intricato, sia che si sia diretti all’interno di se stessi per ripensarsi senza schemi o fili tenuti da altri, sia che ci si diriga verso il mondo per fare profezia e delegittimare i presunti padroni del mondo.Cristo ci ha consegnato la sua utopia. Papa Francesco esortandovi a non essere giovani-divano ma strumenti che migliorano il mondo, non intende dispensarvi buoni consigli, ma vi chiede di tenere l’acceleratore schiacciato ricordandovi che il mondo ha bisogno “che andiate di fretta e non vi stanchiate di sentire che la vita vi offre una missione”, che esso “può cambiare solo se i giovani sono in cammino” e che “la Chiesa ha bisogno di più primavera, e la primavera è la stagione dei giovani”. Giovanni Paolo II disse ai giovani siciliani: “Alzatevi in piedi, se lo farete anche il mondo si alzerà con voi”. Mettersi in cammino, senza voltarsi indietro, ricchi del passato e desiderosi di vivere con impegno il presente per proiettarsi verso il futuro (questo è ripensare!) significa dire di “si” alla vita. Lo potete fare perché siete talmente importanti d’amore per Lui che vi ha scelti perchè dilatiate il suo amore agli uomini. Gesù – ha detto ai giovani che gremivano la vitta comunale per la Messa  – apre la strada, chiarisce la direzione, sostiene il passo, si affianca a ciascuno; se gli si sta accanto diventa difficile fermarsi. Il cammino che propone è entusiasmante e sempre nuovo – può addirittura improvvisamente cambiare direzione – anche se la stanchezza dai mille volti può assalire, o si può avvertire il vuoto dentro, l’aridità dell’isolamento, la rassegnazione della mediocrità, il timore di non farcela, o se capiterà di incontrare il gatto e la volpe di turno.Ma la posta in gioco è alta: o io/noi o il mondo! Vi ripeto con Mons. Bello: “Non preoccupatevi! Se lo volete, se avete un briciolo di speranza e una grande passione per gli anni che avete… cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri. Non chiudetevi negli orticelli egoistici, invidiosi, incapaci di aprirvi agli altri. Appassionatevi alla vita. Mordetela!”. Bruciate dentro, volate alto, osate e coltivate gli interessi della pace, della giustizia, della solidarietà, dell’ambiente. Il mondo ha bisogno di giovani critici, vivi, intelligenti con le scarpe sporche perchè amano la strada, attenti ai rumori e alle voci vicine e lontane e con le rotelle del cervello che funzionano perchè pensano e ripensano come mettere i propri pezzi e quelli della vita al posto giusto. Insomma giovani veri, non turisti fai-da-te che muovano velocemente la testa a destra e sinistra senza far entrare nulla nel cuore, vogliosi di lasciare le orme del proprio passaggio nel mondo.

Lasciatevi – ha esortato i giovani –  inquietare e conquistare da Dio, permettetegli di buttarvi fuori dal nido per stare nella mischia anche se dovete “sporcarvi le mani. “Non si può capire un cristiano fermo” (Papa Francesco). Fate vostro il progetto di Dio, anche se vi può sembrare temerario, illogico e difficile. Scegliete il rischio, uscite allo scoperto, non banalizzate i vostri sogni, siate autentici e originali; come per Mosè, anche voi avete davanti un Faraone da sfidare e un popolo da liberare. Non accontentatevi di poco, ma non imitate il sacerdote e del levita della parabola, che hanno scelto la parte sbagliata della strada. Il papa vi ha detto: ”Non vi rassegnerete a un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti”. Fate perciò vostro il sogno di Dio, ma ricordate le parole di Gandhi: “La preghiera mi ha salvato la vita. Senza la preghiera avrei perduto il lume della ragione già da molto tempo. Il mio bisogno di pregare è cresciuto nella stessa misura in cui, poco a poco, cresceva la mia fede in Dio. Sentivo che senza la preghiera la mia vita era assurda e vuota”.

Resterete giovani – ha proseguito –  se sarete sempre pronti a partire e non terrete il freno a mano alzato; se sarete affamati di bellezza; se non vi lascerete soffocare dalla mediocrità e dalla normalità e imiterete le aquile che si librano libere e leggere; se crederete che “i giorni migliori devono venire” (Papa Francesco), se costruirete solidarietà; se sentirete il mondo casa vostra; se sarete sempre alla ricerca della terra promessa; se avrete le radici della vita e della fede piantate in cielo; se saprete camminerete insieme perchè la solitudine fa annoiare e impoverisce lo spirito.

Eros Ramazzotti vi canterebbe: “Anoi serve…/Una terra promessa/un mondo diverso/dove crescere i nostri pensieri,/noi non ci fermeremo/non ci stancheremo/di cercare/il nostro cammino”. E Claudio Baglioni: “Strada facendo vedrai/che non sei più solo/ strada facendo troverai/un gancio in mezzo al cielo/e sentirai la strada far battere il tuo cuore/vedrai più amore vedrai”.

Quel gancio è una mano pronta a sostenervi e a essere presa!

Chiudo con le parole del Papa: “Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili – tante volte corrotti – stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: “Voi griderete?” Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.Buon viaggio a voi che partite ma anche a voi che restate. C amminate tenendo aperti gli occhi lungo la strada c’è ad aspettarvi anche Maria la pellegrina”.

 

 

 

 

 

 

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Il  mondo può cambiare, ha detto,  solo se giovani sono in cammino… con Cristo che apre la strada chiarisce la direzione sostiene il passo si affianca a ciascuno e propone un cammino entusiasmante sempre nuovo. Voi – ha detto ai giovani –  siete chiamati a cambiare il mondo e non lasciarlo cambiare agli altri. Volate alto, ha esortato osate e coltivate gli  interessi della pace, della giustizia,  della solidarietà e  dell’ambiente. Il mondo oggi, ha proseguito, ha  bisogno di giovani critici.

Lasciatevi – ha proseguito –  inquietare e conquistare da Dio, non accontentatevi di poco non siate mediocrie rassegnati in un mondo in cui altri uomini muoiono di fame.  Voi – ha detto ancora – siete chiamati a difendere la vita a renderete questa terra sempre più abitabile per tutti.

Resterete giovani – ha detto ai presenti –  se sarete pronti a partire e non a tenere il freno al mano alzato se sarete affamati di bellezza… se crederete che giorni migliori devono ancora venire se costruirete solidarietà se sentirete questo mondo casa vostra e pianterete le radici della vita e della fede in cielo; allora si che resterete giovani se camminerete insieme agli altri  perché la solitudine porta alla noia.

Al termine della Messa –  dopo il doveroso ringraziamento a quanti si sono prodigati per la riuscita della manifestazione e  il mandato ai 240 pellegrini che intraprenderanno il cammino, insieme alle diocesi d’Italia,  verso Roma per l’incontro con il Santo Padre il 12 agosto,  ed avere consegnato un pastorale – segno di vicinanza e di presenza spirituale, accanto ai pellegrini –  forgiato con un ramo e donatogli dal Corpo Forestale di Santo Stefano,  si è tenuta la consegna della croce dei giovani alla  comunità di Menfi  che sarà il Comune che ospiterà la XXXVma edizione del Giovaninfesta il 1 maggio del   2019. Si consolida così una  tradizione – a partire dal 9 maggio 1993,  quando Papa San Giovanni Paolo II, nella visita pastorale alla nostra Chiesa consegno la croce  ai giovani nello stadio “Esseneto” che vede consegnare la Croce dei giovani al comune che ospiterà il Giovaninfesta.

Pubblicato da Centro per i Giovani – Arcidiocesi di Agrigento su Sabato 4 agosto 2018

In questa edizione è stato programmato – come detto,  un pellegrinaggio che partirà con il Giovaninfesta proprio il 4 agosto a Santo Stefano Quisquina e, attraverso l’ Itinerarium Rosaliegiungerà al Monte Pellegrino: un cammino che si concluderà a Roma l’11 e il 12 agosto in occasione dell’incontro con Papa Francesco. Nella serata del 4 agosto, i pellegrini in partenza da Santo Stefano Quisquina provenienti da cinque diocesi siciliane si recheranno presso l’Eremo della Quisquina per iniziare  il lungo viaggio che li porterà prima a Palermo e poi a Roma. Le tappe del pellegrinaggio, da Santo Stefano Quisquina fino a Palermo sono state pensate per riflettere su tematiche specifiche. Questo percorso, infatti, permetterà ai giovani di riflettere sui motivi del rimanere in Sicilia, e a capire da che parte stare e quali scelte compiere per rendere questa terra abitabile. Ogni tappa è legata a una specifica tematica. Nella prima tappa, a Prizzi, si rifletterà sul tema del lavoro, in particolare sul progetto Policoro e i gesti concreti. Nella seconda tappa, Corleone, si parlerà di legalità con la testimonianza di Caterina Chinnici figlia del giudice Rocco, assassinato nel 1983 dalla mafia. Nella terza tappa, al Santuario di Tagliavia (Palermo), la tematica è legata all’ambiente e alla spiritualità. Nella quarta tappa, a Piana degli Albanesi, i giovani si confronteranno sull’identità culturale. Giunti a Palermo si svolgerà una veglia di preghiera sulla tomba di don Pino Puglisi e a conclusione, prima di partire per Roma, una veglia nel Santuario di Santa Rosalia a Monte Pellegrino (Palermo).

Il cammino inter diocesano  si concluderà a Roma con la celebrazione della messa con papa Francesco e con una richiesta rivolta a tutti i pellegrini che vi hanno preso parte: assumersi un impegno concreto per la Sicilia, per il paese in cui abitano e per la loro comunità cristiana.

Don Gero, direttore del Centro per i Giovani, nel suo intervento conclusivo, al termine della giornata, ha detto: “fare il Giovaninfesta il 4 di agosto è stata una sfida terribile, che si è potuta realizzare grazie al lavoro di tanti” in particolare, il direttore,  tiene a ringraziare i membri  dell’Equipe del Centro per i giovani che  ha colto e sostenuto, con grossi sacrifici, la sfida”

Al termine dell’intensa giornata abbiamo raggiunto il sindaco Francesco cacciatore, che ha richiesto, voluto e generosamente sostenuto il Giovaninfesta a S.Stefano; il primo cittadino si dice “stanco ma soddisfatto” e tiene a  ringraziare in modo particolare i concittadini per l’accoglienza calda e generosa che hanno riservato ai tanti ospiti.

Grazie alla comunità ecclesiale e civile di  S. Stefano Quisquina  per l’accoglienza  e arrivederci a Menfi.

 

 

 

FOTOGALLERY DELA GIORNATA ( Si ringrazia Alessandro Bruno per  la collaborazione)

 

 

 

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