Centro storico: la casa di Accoglienza Santa Maria del Soccorso

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Nel cuore antico di Agrigento, lungo le strette vie del centro storico, batte un cuore che non dorme mai. È quello della Casa di Accoglienza Santa Maria del Soccorso, una realtà nata nel 2022 all’interno della parrocchia di San Michele alla Badiola e diventata oggi un presidio insostituibile di umanità. Quello che era un locale in disuso, acquistato anni fa dal lungimirante don Calogero Scopelliti per dare dignità ai migranti attraverso un servizio docce, è oggi un laboratorio di carità che sfida l’indifferenza quotidiana.

C’è un dettaglio che trasforma questa struttura da semplice centro assistenziale a progetto di comunità, ed è la sua genesi. Sebbene la Caritas diocesana non abbia fatto mancare il proprio sostegno economico, la Casa è letteralmente venuta su grazie a un miracolo dell’amore collettivo. Idraulici, elettricisti, artigiani e semplici cittadini, molti dei quali si definiscono non praticanti, hanno offerto gratuitamente la propria professionalità per rimettere a nuovo i locali. Non hanno solo riparato tubature o cablato stanze, hanno simbolicamente aperto le porte delle proprie case, trasformando il senso del servizio in un sentimento di appartenenza condivisa.

Nata sotto la spinta dell’urgenza umanitaria per i profughi della guerra in Ucraina, la struttura ha saputo mutare pelle senza mai tradire la missione originaria. Oggi la Casa è un rifugio per chi è travolto dalle onde di una società spesso violenta: vittime di sfratti, persone schiacciate dalla disoccupazione, anziani che combattono contro la solitudine e migranti giunti da Lampedusa in cerca di speranza. Attualmente la struttura ospita quattro persone in gravi difficoltà, ma il telefono del parroco, don Sergio, riceve continuamente segnalazioni dagli psicologi dell’ospedale e da altri sacerdoti della città che vedono nel centro un punto di riferimento dove non si manda via nessuno. La filosofia della struttura non si ferma al soddisfacimento dei bisogni primari, come il pasto caldo o l’uso delle docce. Qui si pratica quella che viene definita accoglienza terapeutica. L’obiettivo è restituire ai vinti la sensazione di essere persone che valgono, attraverso rapporti paritari e calore umano. È un luogo dove fermarsi, curare le ferite e provare a ripartire, una palestra del cuore dove ci si allena alla tolleranza e al rispetto ogni giorno dell’anno. La sfida più grande resta quella di costruire una rete di corresponsabilità con le associazioni e gli enti locali, affinché la struttura non sia vista come l’unico terminale delle emergenze ma come parte di un sistema cittadino solidale.

La Casa di Accoglienza continua a vivere grazie alla generosità di chi crede nel valore della condivisione. Chi desidera contribuire alle spese quotidiane per le utenze e il materiale necessario può farlo attraverso un’offerta libera sul conto della Parrocchia San Michele Agrigento, IBAN IT69C0503616601CC4150111962, indicando come causale: “Pro Casa di Accoglienza”. Come ricordava il Beato Pino Puglisi, se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto.