Dalla Valle dei Templi riecheggia il grido «mafiosi convertitevi!»

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Venticinque anni fa, San Giovanni Paolo II, scagliò il suo anatema contro la mafia, in quella valle agrigentina Patrimonio dell’Unesco dove, le Chiese di Sicilia, con i loro pastori, hanno voluto fare memoria di quel giorno con una Celebrazione Eucaristica, dinanzi al tempio della Concordia.

Tutto è come venticinque anni fa. L’altare con il paliotto di San Gerlando, il crocifisso proveniente da Santa Margherita Belice, città distrutta, settant’anni fa dal terremoto e l’icona della Madonna della Consolazione di Burgio. All’inizio della Celebrazione Eucaristica, l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, ha letto il messaggio che il Santo Padre, papa Francesco, ha inviato ai vescovi e ai fedeli dell’intera isola nel quale li invita a “camminare uniti sulla via tracciata dal beato don Pino Puglisi e da quanti come lui hanno testimoniato che le trame del male si combattono con la pratica quotidiana mite e coraggiosa del Vangelo, specialmente nel lavoro educativo in mezzo ai ragazzi e ai giovani”.

Il Papa invia un messaggio alle Chiese di Sicilia

Nel suo saluto iniziale l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro ha spiegato il perché della Celebrazione Eucaristica: «Abbiamo pensato di ritrovarci insieme attorno all’altare per esprimere, ancora una volta, la volontà e l’impegno concreto a dare voce corale al grido di dolore che affligge la nostra Sicilia, soprattutto per la piaga della mafia che tanto male ha fatto e che ancora si presenta come un triste fenomeno, largamente diffuso. Insieme, – ha concluso il card. Montenegro – vogliamo dire che stiamo dalla parte della civiltà della vita e dell’amore. Ce lo chiede il Vangelo. Ce lo ha chiesto con forza San Giovanni Paolo II. Ce lo hanno testimoniato, con il dono della loro vita, il Beato Pino Puglisi e il Giudice Livatino».

Il presidente della Conferenza Episcopale siciliana e arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina nell’omelia (vedi) ha ricordato come «Con Giovanni Paolo II vogliamo rinnovare l’invito “Convertitevi” nei riguardi di coloro, uomini e donne, giovani ed adulti, che continuano a violare il diritto santissimo di Dio “non uccidere” e a comportarsi calpestando la dignità, la serenità di tante persone, famiglie e comunità. Preghiamo affinché, con umiltà e coraggio, accolgano l’invito a deporre le armi della violenza, a rifuggire ogni iniquità, ad abbandonare ogni atteggiamento di illegalità e corruzione. E così la loro vita si aprirà a pensieri ed azioni di pentimento e di riprovazione del male commesso ed essi diventeranno operatori di pace nella legalità, nella giustizia e nella solidarietà. Vogliamo raccogliere – ha proseguito mons. Gristina – nelle nostre Chiese il grido di Giovanni Paolo II: la mafia è peccato, è incompatibile con il Vangelo, è perciò anche una questione ecclesiale».

Prima del congedo finale incardinale Montenegro, davanti l’icona  della Madonna, ha tenuto l’atto di affidamento alla Vergine Maria.

A ricordo della Celebrazione Eucaristica ai vescovi di Sicilia il card. Montenegro ha voluto fare dono di una croce pettorale in legno impreziosita con un fiore di mandorlo in argento e corallo.

Prima della Celebrazione Eucaristica, sul sagrato della chiesa cistercense del 1300, San Nicola alla Valle dei Templi, il presidente della CESi, mons. Gristina, con il vice presidente mons. Michele Pennisi e il segretario generale mons. Carmelo Cuttita e l’arcivescovo di Agrigento card. Francesco Montenegro hanno presentato la lettera “Convertitevi” a prosecuzione del “grido dal cuore” lanciato da San Giovanni Paolo II.

La conferenza stampa di presentazione della Lettera dei vescovi «Convertitevi!»

 

 

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